Ottobre 2006

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Sopralluogo sull’Altopiano delle Rocche

di Orlando (31/10/2006)

La scorsa estate mi telefona l’amico Gianluca e tutto entusiasta mi dice “Devi venire al più presto a vedere questo posto. E’ un luogo fantastico dove correre”. Sapeva che ero alla ricerca di una località nel centro Italia, nella quale fare uno stage di allenamento, e sapeva inoltre che ero piuttosto esigente per quanto riguarda percorsi e panorami. Mi promette di raccogliere delle informazioni e scatta alcune foto che m’invia. In effetti, le immagini che mi recapita evidenziano una bella e invitante piana. Non avendo purtroppo tempo a disposizione per un sopralluogo a breve termine, devo rimandare tutto a fine ottobre, unico week end senza impegni. Così sabato 28 ottobre punto il navigatore su Ovindoli e mi faccio portare in questo viaggio di scoperta in una zona che non ho mai frequentato prima. Attraverso una Pianura Padana soffocata da una pesante coltre di umidità che mi accompagna anche lungo la costa adriatica. La giornata è di stampo autunnale anche quando m’inoltro verso l’entroterra, con la foschia che s’addensa ancor di più appena mi accingo ad entrare nel traforo del Gran Sasso. Dopo 10 chilometri di tunnel sbuco nella conca dell’Aquila illuminata da un sole splendente in un panorama colmo di verde e di azzurro. Superato il capoluogo abruzzese salgo i tornanti dell’Altopiano delle Rocche dove ci arrivo che il sole sta tramontando, e i caldi colori serali accendono di luce la vegetazione dalle tinte autunnali. Il paesaggio è veramente suggestivo, unico come non pensavo, ma non ho il tempo per andare a correre perché è già buio. All’indomani, la guida dell’hotel dove risiedo mi fornisce delle informazioni ed il primo punto che m’invita a visitare è Piano di Pezza. Ci arrivo che non c’è ancora nessuno e vorrei andare subito a correre, ma fa piuttosto fresco poiché mi trovo a 1480 metri sul livello del mare. Il silenzio è sovrano in un panorama veramente incantevole, solcato da una sinuosa strada bianca che si addentra nella piana fino a Colle dell’Orso. Per il resto della giornata perlustro la zona della Piana delle Rocche, controllando strade e misurando percorsi. Arrivo anche alla piana dei Prati del Sirente, lacerata da un cratere meteorìtico, l’unico in Italia. Mi riservo l’allenamento per il pomeriggio, percorrendo la suggestiva strada bianca che da Terranera si dirige a Pagliare di Tione, lambendo la valle del fiume Aterno, situata più in basso di 800 metri e circondata dal poderoso massiccio del Gran Sasso e dai Monti di Campo Imperatore. Non riesco a percorrere tutto il tragitto, sia perché è piuttosto lungo (24km andata e ritorno), sia perché la luce serale si riduce a causa del ritorno all’ora solare. La mia limitata autonomia non mi consente di percorrere parecchia strada, e nell’esplorazione dei sentieri collabora anche mia moglie, che di corsa percorre un tratto opposto al mio, verso Fonteavignone, un piccolo paese che gode di un panorama mozzafiato, abbarbicato sul crinale che divide l’Altopiano delle Rocche e la valle del fiume Aterno.

Il giorno successivo, stabilito che la Piana delle Rocche merita l’organizzazione di uno stage, perlustro la valle d’Arano, un bel circuito pianeggiante lungo poco più di 5 chilometri, la piana di Terranera, che mi hanno riferito essere uno spettacolo unico quando a maggio sbocciano i narcisi, ed il circuito di Rocca di Cambio, tutto su strada asfalta e poco battuto dalle auto, sul quale, nonostante la quota, mi cimento in una seduta di corsa media ad un ritmo di poco inferiore ai 4’ al chilometro. Sarà l’aria fine, sarà il panorama, sarà pure la suggestione, ma le gambe giravano veramente facili. Per questo week end mi accontento; altri allenamenti li rimando ad un prossimo ritorno, senza dubbio nella primavera 2007. Orlando

P.S. la prima foto è di Gianluca-grazie!

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