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L’appoggio del piede

di Orlando (28/04/2007)

Durante gli stage dedico una giornata all’analisi della tecnica e della meccanica di corsa, nella quale particolare importanza ha il controllo dell’appoggio del piede. Lo strumento di maggior qualità per acquisire dati è la pedana podobarometrica, con la quale si evidenziano i valori pressori degli appoggi dei piedi e lo sviluppo della dinamica del passo. Inoltre, sempre con la stessa pedana, si possono acquisire dati per analizzare l’equilibrio e la postura del corpo. I dati di cui si dispone per studiare ed analizzare la meccanica del passo sono molto utili, ma un completo esame che consenta di “leggere” come un podista corre non può prescindere anche dall’analisi della postura della persona. Per migliorare le mie conoscenze in questo ambito, nei giorni scorsi ho partecipato ad un corso specifico, organizzato dall’azienda Ecosanit che costruisce le pedane podobarometriche. Oltre all’analisi e interpretazione dei dati acquisiti con la pedana, ci sono state lezioni molto interessanti proprio sulla postura e sulle catene muscolari che agiscono a condizionare il modo di muoversi di una persona.

Particolarmente interessante è stata anche la presentazione delle solette di riprogrammazione posturale, che opportunamente approntate agiscono in zone specifiche del piede per stimolare i muscoli del corpo a ritrovare in modo efficace la corretta postura.

Altri sono stati gli argomenti interessanti trattati in questo corso di due giorni, tutti rivolti ad analizzare e correggere l’appoggio del piede e il movimento del corpo per favorire l’ottimale meccanica di una persona.

Non potevo mancare a questo corso specifico perché viene organizzato solo ogni tanto, e per questo motivo sono stato costretto ad annullare lo stage che avevo programmato a Vieste in questo ponte del 25 aprile.

L’azienda Ecosanit ha sede ad Anghiari, un bellissimo paese di stampo medievale poco lontano da San Sepolcro. In questi due giorni di impegnativi incontri tecnici non ho però potuto mancare di andare a correre, e l’ho fatto con molto piacere perché la campagna di questa zona, dove scorre il Tevere, è particolarmente bella. Ho pensato che potrebbe essere la sede ottimale per uno stage di allenamento. Orlando

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Maratona per moda?

di Orlando (24/04/2007)

Inizialmente non avevo fatto particolare caso nel vedere dei ragazzi che tagliavano il traguardo posto davanti a Buckingham Palace, anche se mi ero un po’incuriosito e meravigliato. Qualche tempo più tardi, transitando da Trafalgar Square dopo che avevo fatto una visita alla National Gallery, ho notato che tra le tante persone sedute nella piazza e nelle gradinate per riposarsi dallo sforzo c’erano appunto parecchi giovani, molti di più rispetto a quanto mi sarei aspettato. E la conferma della particolare partecipazione di ragazzi e ragazze alla Flora London Marathon l’ho avuta andando in treno all’aeroporto: nella metropolitana c’erano molti giovani con la medaglia al collo. Non c’era dubbio che questi avessero preso parte alla maratona, diversamente da quando avevo visto quei ragazzi in abbigliamento sportivo, che pensavo indossassero perché era una giornata calda e perché gli inglesi hanno sempre un abbigliamento piuttosto stravagante. Insomma, pensavo che questi ragazzotti si mescolassero casualmente con i maratoneti.

Ieri sera, consultando il televideo, ho letto la notizia di un ragazzo di 22 anni morto dopo essere stato ricoverato in ospedale come conseguenza allo sforzo della maratona. Non so se questo ragazzo aveva problemi fisici specifici, ma probabilmente lo sforzo di domenica può essere stato maggiore per effetto di un clima particolarmente caldo per gli inglesi.

I dubbi che inizialmente ho avuto riguardo al fatto che quei giovani non fossero dei maratoneti derivavano dal loro aspetto fisico: molti di loro non potevano essere considerati dei corridori, perché erano piuttosto “in carne”, specialmente le ragazze.

Non vorrei quindi che la moda di correre la maratona spingesse molte persone ad affrontare una distanza che richiede invece un’ottima efficienza fisica… Orlando

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Maratona di Londra

di Orlando (23/04/2007)

... pubblico oggi anche se l'ho scritto ieri...

Scrivo queste note nella mia camera di un hotel non lontano dall’arrivo della maratona di Londra. La gara degli uomini è partita da pochi istanti mentre la corsa femminile si è invece avviata da un pezzo.

Come sempre ho iniziato la giornata molto presto: il mio orologio biologico non distingue i giorni feriali dai festivi, l’ora solare da quella legale ed ovviamente neppure l’ora di differenza tra l’orario italiano e quello inglese. Di buonora sono uscito a correre: la giornata è piacevolmente tiepida (forse un po’ troppo calda per i maratoneti). La città è ancora priva di traffico, ed oggi la presenza delle auto è ancora minore perché le strade del centro, a 3 ore dalla partenza della maratona, sono già bloccate. Impossibile transitare per le strade dove passerà la maratona perché sono già transennate ed il servizio di controllo è molto presente ed anche autorevole. Ho avuto difficoltà ad attraversare la strada davanti a Buckingham Palace per passare dal St James Park e andare a correre ad Hyde Park. Avrei potuto correre in qualsiasi posto del centro di Londra e non essere disturbato affatto dal traffico, ma è impossibile resistere alla voglia di correre nei parchi della città. Il piacere fisico e mentale che deriva dalla corsa è esaltato quando si corre in un bel posto e i parchi di Londra sono veramente dei luoghi fantastici. Si può correre sulle strade asfaltate, oppure su sentieri in terra battuta, ma anche sull’erba perché i grandi prati sono tenuti in ordine come un giardino privato. Insomma, correre in questa città è veramente piacevole ed è quindi facile farsi prendere dall’entusiasmo e rientrare in albergo mezz’ora dopo il tempo previsto.

E adesso mi guardo la maratona. Orlando

Maratona di Londra – continua…

 

Se dovessi consigliare ad un amico quale maratona correre non mancherei, ovviamente, di suggerirgli quella di New York, ma gli raccomanderei di mettere nell’agenda anche l’appuntamento con la maratona di Londra. Le mie raccomandazioni nascono dal fatto che queste due manifestazioni riservano a chi vi partecipa una serie particolare di emozioni: sono da considerare come grandi eventi sportivi popolari, che fondano il loro successo sulle emozioni che fanno vivere a quanti ne sono coinvolti. Anche altre sono ovviamente le maratone da raccomandare, come per esempio quelle di Parigi, Berlino, Boston, Praga, Vienna, eccetera. Quando si assiste e si partecipa ad un evento caratterizzato da una grande partecipazione, sia di atleti sia di pubblico, si avverte la sensazione di vivere un momento particolare, carico di emozioni ed entusiasmo. In tali trasferte si ritorna a casa più ricchi nello spirito, per le emozioni che si sono vissute e che sono concentrate in pochi giorni. La maratona è ovviamente l’evento clou della trasferta, ma non si possono escludere anche le altre opportunità del viaggio, che sono offerte dalla città e, per un podista, anche dagli allenamenti sostenuti nei parchi, che qui a Londra sono veri e propri giardini per come sono ben curati.

Il consuntivo di una giornata di maratona è sempre variegato e stratificato perchè si vivono le emozioni della gara dei campioni, ed anche quelle dell’amico che per mesi hai allenato per questa corsa.

E’ stato un grande spettacolo vedere la partenza di una massa di partecipanti seconda solo alla corsa della Grande Mela, e con i campioni che si danno battaglia nella maratona più ricca al mondo. Grazie ai consistenti ingaggi e ai premi in palio, i corridori più forti al mondo erano allineati in questa corsa, e lo spettacolo non è certo mancato. Sia la gara maschile sia quella femminile hanno offerto spunti interessanti.

Ottima è stata prestazione della cinese Zhou che, con un allungo autoritario verso il 35° chilometro, ha avuto facile ragione sulle dirette avversarie, ed ha anche dimostrato la sua attuale forza che le consente di essere la legittima pretendente al trono mondiale della distanza. La cinese aveva vinto la maratona di Seul in 2h18’, e dispone quindi di quel potenziale che le consente di avvicinarsi al regno, finora incontrastato, della regina delle maratone, che risponde al nome di Paula Radcliffe, presente a Londra in veste di mamma. La cinese ha preceduto l’etiope Wami e la rumena Dita, autrice di una proficua rimonta.

Molto vibrante è stata la gara maschile, nella quale si può affermare che non mancava praticamente nessun maratona rispetto ad una competizione valevole per un titolo mondiale o olimpico. Con tanti campioni in corsa è praticamente impossibile ricorrere ad una tattica che faccia quella netta selezione che consentirebbe ad un corridore di presentarsi tutto solo sul rettilineo finale. Numerosi sono stati i maratoneti che miglio dopo miglio perdevano contatto con la testa del gruppo, e tra questi c’è stato anche il maggior pretendente la vittoria, l’etiope Gebreselassie, ritiratosi al 31° chilometro per problemi respiratori, così come Baldini, non in buona condizione di forma. Nonostante queste particolari perdite la competizione è proseguita con sempre forte carica agonistica, tanto che erano ancora in sette a giocarsi la vittoria quando al traguardo mancava solo un chilometro. Il finale di gara è stato elettrizzante perché tutti avevano delle valide chances di vittoria, ma il più forte del momento è stato il keniano Lel. Le spinte dei suoi piedi e la falcata hanno fatto la differenza nel rettilineo finale: i suoi avversari, che non hanno di certo desistito al tentativo di contrastare la volata di Lel, hanno però dovuto rendere onore al merito di questo fortissimo corridore africano. Il secondo classificato, il marocchino Goumri, era da considerare un outsider, ma ha saputo cogliere il massimo del suo potenziale nella lotta tra tanti campioni. Terzo è stato il vincitore della passata edizione, il keniano Limo.

La maratona di Londra non è però solo una corsa di campioni: mentre scrivo queste note sul traguardo transitano decine e decine di corridori. Anche grazie a loro la maratona di Londra è quell’evento che è diventato oggi, e a caratterizzare una giornata di sport e di festa c’è la partecipazione di un pubblico festoso, chiassoso, molto coinvolto, e la cittadinanza che assiste alla maratona della loro città con grande comprensione, aspetto che nasce da quel senso civico di chi ha rispetto di tutta quella gente che invade le loro strade solo per … correre. Orlando

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