Maggio 2007

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E’ tornato il fresco

di Orlando (30/05/2007)

Oggi sono uscito a correre in maglietta invece che con la canottiera, come facevo nelle passate sedute. Anche se il cielo era tutto sgombro dalle nuvole e l’irraggiamento molto alto, la temperatura dell’aria era inferiore di circa 8° rispetto a quella di qualche giorno fa. Complice il vento di questa notte ed ovviamente la consistente perturbazione di lunedì e di martedì, la temperatura dell’aria era particolarmente piacevole per correre, e tutto ciò si è anche tradotto in un rendimento podistico migliore. Se penso che la scorsa settimana ho dovuto appunto modificare gli orari di allenamento per non soccombere al caldo e all’afa, oggi ho corso con grande facilità oltre che con un rendimento maggiore. In salita sentivo le gambe reattive, e così anche nei tratti di cambi di pendenza più scorrevoli, ed anche la respirazione era buona. Insomma, è bastato un cambio di temperatura per ritrovare subito maggior efficienza fisica e questo dovrebbe dare a molti podisti, che si sono trovati nella mia stessa situazione, la risposta a quelle mancate improvvise ed inaspettate contro-prestazioni. Ci sono podisti che, infatti, non riescono a spiegarsi come in certe gare, specialmente in quelle più lunghe, le prestazioni non arrivano: alcune mancate prestazioni non sono da imputare ad uno scadimento repentino della condizione di forma, ma ad improvvisi cambiamenti climatici. Orlando

Categoria: Allenamento
Tag: fresco,caldo
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Il Passatore – la gara

di Orlando (28/05/2007)

Il week end l’ho trascorso a seguire la 100km del Passatore, una manifestazione alla quale mi appassiono sempre di più perché è una corsa che affascina per la sua atmosfera, fatta di piccole e grandi cose. Si inizia la mattina presto con il ritrovo a Piazza del Popolo a Faenza ed in colonna con gli addetti al lavoro si prosegue in direzione di Firenze, con l’inevitabile fermata al bar del passo della Colla per un caffè.

Già qui s’incontrano i primi centisti che si stanno recando a Firenze ed è simpatico ascoltare i loro commenti sull’imminente impegno che li aspetta. Fa effetto verificare, in auto, quale sia il percorso che dovranno percorrere a ritroso la strada che da lì a poco devono fare a piedi. Il clou dell’eccitazione è ovviamente a Firenze, dove in piazza dei Signori i podisti si confondono con i tanti turisti. Non vedo l’ora che la corsa parta e si allontani dal naturale caos della città, per ritornare a vivere l’atmosfera specifica che si vive al seguito delle corse podistiche.

La prima fermata è per me quella di Fiesole, all’incirca al 10° chilometro, dove faccio il commento tecnico per Teleuno, una televisione locale di Faenza che trasmette, per svariate ore, la diretta della corsa. Le rampe della salita che portano a Fiesole sono le prime asperità che il podista incontra lungo il tracciato, e che lo mettono già in difficoltà; a disagio ci sono anche i ciclisti che seguono la corsa e non tengono facilmente il passo dei top runner.

La seconda fermata è ad Olmo, al 22° chilometro, dove termina la prima parte di salite e qui la concentrazione del pubblico è elevata. Il successivo stop al seguito della corsa è programmato a Borgo San Lorenzo, sempre per fare il commento tecnico della competizione. All’uscita da questo paese iniziano le maggiori difficoltà del tracciato perché si deve salire al passo della Colla, posto a quasi 1000 metri di quota. Anche qui in vetta ci sono molti appassionati, saliti in bici, che attendono il transito dei corridori per seguirli poi lungo la discesa che li porta a Marradi e quindi a Faenza.

L’atmosfera al traguardo a Piazza del Popolo è molto elettrizzante perché l’arrivo dei primi viene atteso con coinvolgimento e trasporto, e per tutta la notte fino anche allo scadere del tempo massimo, ci sono continui arrivi. Tagliare il traguardo di una manifestazione podistica così impegnativa ed affascinante rappresenta una gran bella soddisfazione.

Anche se le gambe ed il corpo hanno sofferto per gli inevitabili disagi conseguenti all’aver percorso così tanta strada, nei commenti che scambio nel dopo corsa con i partecipanti in attesa delle premiazioni, c’è la soddisfazione di aver completato una gara che lascia dentro di sé sensazioni impossibili da dimenticare. Orlando

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Che caldo!

di Orlando (25/05/2007)

Il caldo, quello “pesante”, è arrivato anche prima di quanto pensassi, ed ovviamente sono aumentati i disagi: correre è diventato ora più faticoso, anche se i miei attuali allenamenti sono limitati ad uscite di 10-15km su percorsi comprendenti varie salite. In effetti, da quanto non ho motivazioni derivanti dal competere, ho accantonato le sedute specifiche e mi sto limitando a fare delle uscite senza particolari obiettivi tecnici. Ho visto che la corsa in discesa non mi sollecita più le ginocchia come qualche tempo fa, e quindi ora mi diverto a correre nelle strade e nei sentieri dei boschi, inserendo vari tipi di salite, che inevitabilmente sono seguite dalle discese.

Ora appunto che il clima non è più favorevole per correre senza elevati disagi, ho spostato anche l’orario degli allenamenti: come ogni anno in questo periodo esco a correre la mattina presto. E’ in effetti un po’ più faticoso mettersi in moto rispetto ad altri momenti della giornata, ma è comunque piacevole, sia per il fresco sia perché c’è anche meno movimento automobilistico. Ed ovviamente fa meno caldo.

Alla vigilia della corsa del Passatore, mi chiedo come riescano, quanti vi partecipano, a trovare le motivazioni sia per percorrere tutta la distanza, sia per farlo in un contesto ambientale difficile. Lo scorso anno ho voluto percorrere anche io una parte della corsa e sono arrivato a Passo alle Croci. In questi 18 chilometri il disagio maggiore è stato proprio il caldo, con il tratto da Fiesole al Passo tutto esposto ad un sole martellante. Chissà che domani ci sia qualche nuvola a velare il cielo del pomeriggio fiorentino. Orlando

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