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Sport e borsa

di Orlando (29/06/2007)

Quando studiavo per il diploma di ragioneria, la professoressa di tecnica bancaria ci rimproverava di leggere troppo la Gazzetta dello Sport e di trascurare i quotidiani che ci avrebbero dovuto interessate di più nell’ambito dello studio e ci consigliava la lettura di un altro quotidiano dalle pagine rosa, Il Sole 24 Ore.

A 20 anni di distanza le sto dando ragione: leggo più frequentemente il quotidiano economico che non quello sportivo, e quest’ultimo lo leggo come fanno tanti sportivi non calciofili: partendo dall’ultima pagina ed arrivando a poco meno di metà pagine per poi cestinarlo. Insomma, il calcio m’interessa ben poco, tanto che non saprei elencare le squadre che giocano in serie A, ma di questo mondo sfrutto le buone notizie che possono averne un riscontro finanziario interessante.

Poiché la mia seconda passione, dopo la corsa, è il trading in borsa, degli eventi sportivi non mi sono fatto scappare alcuni interessanti situazioni. Poco prima dei mondiali di calcio in Germania ho acquistato azioni Adidas, che era lo sponsor della manifestazione, e che in quel periodo hanno avuto una buona crescita grazie ad un rilevante incremento delle vendite. Ho però ceduto questa azione non appena c’è stata l’ipotesi che Adidas potesse comperare Reebok per contrastare la supremazia Nike negli USA.

Restando sempre nell’ambito del mondo sportivo mi sono perso, purtroppo, l’acquisto di Puma da parte della francese PRP, operazione che ha determinato un forte incremento di prezzo dell’azione tedesca che produce scarpe sportive.

Buone soddisfazioni mi hanno dato anche due altri investimenti in aziende sportive. Lo scorso autunno avevo comperato le azioni Nike, che si sono progressivamente valutate, fino ad arrivare al gran balzo (+8%) di giovedì, in seguito agli ottimi utili dell’azienda dell’Oregon.

Un’altra azienda in forte espansione, e molto conosciuta da noi podisti, mi ha riservato particolari soddisfazioni. Siccome sempre più podisti - e sportivi in genere - corrono con gli orologi satellitari, e io avevo tenuto sotto controllo per un po’ di tempo le azioni Garmin. Ai primi di marzo ho acquistato un po’ di queste azioni perché il calo delle borse di fine febbraio ne aveva reso il prezzo interessante. Mentre per le prime settimane il prezzo non si muoveva più di tanto, e pensavo di avere fatto una scelta non corretta, ma da metà maggio c’è stato un forte aumento del valore.

Un po’ di fortuna l’ho avuta con Luxottica (che avevo acquistato già da parecchio tempo), e che la scorsa settimana ha acquistato Oakley l’azienda americana che produce occhiali sportivi.

Chissà se le vittorie di Valentino Rossi faranno salire (ancora di più) le Fiat, e se Alinghi farà aumentare le UBS…

Insomma, se la mia professoressa di tecnica bancaria aveva ragione a dire che la Gazzetta dello Sport non è il giornale migliore da leggere, specialmente se di calcio non ci si interessa, tutto sommato lo sport può dare una mano a fare qualche … buon colpo, specialmente con le Olimpiadi di Pechino che si avvicinano. Qualche consiglio? Orlando

Categoria: non solo corsa
Tag: borsa,trading
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Ho deciso: dopo un quarto di secolo non rinnovo più

di Orlando (27/06/2007)

In estate mi ritrovo, con piacere, a fare cose che sono solito fare solo in questo periodo dell’anno: una sorta di “revival”. Per esempio ascolto brani di musica dei Police, dei Dire Straits, dei Pink Floyd, degli U2 che in altri momenti dell’anno non m’ispirano. Mi guardo anche un paio di film in bianco e nero di Jacques Tati, che mi strappano sempre un sorriso. Mi leggo qualche brano di libri che hanno ispirato gli allenamenti e le gare dei miei anni giovanili, specialmente quello di James Fixx, nel quale ritrovo le sensazioni che avvisavo quando la corsa la praticavo con un entusiasmo particolare.

E particolare piacere provo a leggere articoli pubblicati dalla rivista americana Runner’s World che trattavano di vari argomenti della corsa. Di questa rivista ho tutti i numeri dal 1982: un abbonato di vecchia data quindi.

Provo particolare piacere rileggere i pezzi scritti da Brian Maxwell (“inventore” della Powerbar), di Jack Daniels, ottimo allenatore americano, come stimolanti erano gli articoli di Dave Martin (fisiologo di Atlanta) e i più esilaranti, anche se ovviamente meno tecnici, pezzi di Don Kardong (4° classificato alla maratona olimpica di Monaco di Baviera). Altri autori riportavano ottimi pezzi: mi riferisco a Sheen, Burfoot, Anderson, Higdon.

Molto interessanti e piacevoli erano anche i pezzi di Ed Eyestone, mio avversario in numerose maratone. Su RW non scriveva, purtroppo, un altro mio ex avversario, Pete Pfizinger e bravo giornalista; lui è stato ingaggiato dalla rivista Running Times, e non volendomi abbonare a due riviste americane, ho preferito quella più nota.

Ieri, dagli USA, mi è arrivato l’invito al rinnovo dell’abbonamento annuale per il 2008. Questa volta però non mi abbonerò, ed il motivo risiede nel fatto che della più letta rivista di podismo non trovo più nulla di interessante (a parte alcune foto). Da un decennio, quando l’editore aveva dato un taglio diverso alla rivista, puntando giustamente sui podisti che intendono avvicinarsi alla corsa, il giornale è progressivamente cambiato, regredendo nelle informazioni tecniche. Nei primi 5 anni leggevo ancora con interesse metà della rivista, specialmente i pezzi di Eyestone e di Burfoot, ma negli ultimi anni mi sono limitato a sfogliare la rivista, passando rapidamente a sovrapporla ai numeri già deposti in ripostiglio.

Mi dispiace vedere tecnicamente scaduti i pezzi scritti da Eyestone, che sono certo che di cose interessanti ne avrebbe da riportare, così come Burfoot; ma i tempi attuali non richiedono più che vengano trattati adeguatamente argomenti tecnici. Quando sfoglio RW avverto le stesse sensazioni di quando ascolto i telegiornali estivi che propinano i consigli su come affrontare il caldo: da non so da quanti anni ormai vengono ripetute le solite identiche cose!

Insomma, dopo alcuni anni di indecisione, sospendo il mio ultra venticinquennale abbonamento.

Anche un’altra rivista, la francese Jogging International, non è più all’altezza di quello che vado cercando, ma questa, rispetto all’americana, ha il vantaggio di dedicare particolare attenzione (circa il 50%) all’attività del trail running.

E’ovvio che il giudizio che riporto è personale, e poiché sono nel mondo del podismo da 35 anni, è difficile che riesca a trovare articoli che ancora mi stimolano e catturino il mio interesse, anche se riviste tecniche se ne possono ancora trovare.

Il podista “principiante” ricerca, forse, letture più leggere, limitandosi ad assorbire nozioni piuttosto semplici e molto elementari, e si sa che per chi inizia un’attività le informazioni di base sono sempre interessanti. Anch’io in un mio ambito sono un “principiante”: da un paio d’anni faccio il trader in Borsa e mi sono formato come autodidatta studiando l’analisi tecnica e fondamentale, ed ho raccolto le informazioni finanziarie ed economiche dalle riviste specifiche. Nei primi tempi ho consultato ed acquistato numerosi settimanali e mensili, ed inevitabilmente sono arrivato a selezionare quelli più specifici, scartando quelli che riportano sempre i soli dati, le stesse nozioni, che se inizialmente catturavano la mia attenzione, adesso le trovo superficiali.

Come i Police e i Dire Straits, anche le belle pagine di Runner’s World hanno fatto la loro storia.

Orlando

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Dall’Abruzzo alla Puglia

di Orlando (22/06/2007)



Domani termina un ciclo di doppio stage, il primo ad Ovindoli in Abruzzo, il secondo a Vieste in Puglia. La stanchezza si fa sentire, ma sapere che domani sarò impegnato solo per mezza giornata mi fa ritrovare un po’ di energie ed eccomi qua a scrivere due note su questa esperienza.

Dalla stanza del mio albergo vedo la spiaggia con tanta gente; fa caldo, ma la brezza che spira dal mare mitiga la calura, visto che la temperatura massima è di 33°. Adesso rimpiango la frescura che avvertivo non più tardi di una settimana fa, quando in occasione dell’ultima seduta svolta sull’Altipiano delle Rocche, ho corso con le maniche lunghe. Ma non posso fare altrimenti, visto che l’estate si è presentata con un aumento considerevole delle temperature, ed ovviamente gli allenamenti programmati per questa settimana di stage ne hanno in parte risentito.

In una occasione siamo dovuti uscire prima di colazione per evitare di correre con eccessivo disagio, ma in altre due uscite siamo andati a correre nella Foresta Umbra. Guidando per mezz’ora circa, si arriva a quota 800 metri sul livello del mare e si può correre con una temperatura molto piacevole, all’incirca 25°, e i boschi sono così fitti che si fatica a fare bene le foto per la poca luce. Inutile dire quindi che in questo ambiente si può correre veramente senza disagi, oltre che in un contesto particolare visto che non c’è gente e si corre quindi immersi in un silenzio rotto solo dal cinguettio degli uccelli.

Il gruppo di partecipanti di Vieste è particolarmente numeroso e tanti hanno corso più di quanto sono soliti fare a casa, ma inevitabilmente è difficile rinunciare al programma, perché l’atmosfera che si crea nel gruppo è contagiosa. Nonostante i muscoli delle gambe di tanti siano indolenziti, nessuno vuole rinunciare alla seduta di domani: sprint in salita e allunghi sul bagnasciuga. Al fascino di correre in riva al mare si fatica a resistere. Orlando

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