Proposta… NON indecente…
Di cose strane me ne sono capitate nel corso della mia carriera di podista: per esempio in due occasioni sono stato “invitato”, assieme ad altri colleghi, a non arrivare primo in gara, pena la decurtazione dell’ingaggio…
In un’altra occasione, dopo aver contrattato “l’ingaggio” di partecipazione ad una gara, sono stato ricontattato dal collaboratore dell’organizzazione per verificare se mi stava bene accettare un ingaggio più alto!!!
L’ultima strana proposta è di questi giorni.
Quando quasi due anni fa ero stato contattato per diventare direttore della rivista Correre, prima di accettare avevo posto delle condizioni: a) continuare a fare ciò che stavo facendo (stages e consulenze personalizzate per podisti amatori) - b) non andare a vivere a Milano - c) avere come braccio destro Daniele Menarini, attuale condirettore di Correre.
L’editore, a sua volta mi ha posto delle sue “condizioni”, vale a dire ridurre i miei interventi su riviste e siti internet. Gradatamente ho interrotto le posizioni che avevo in essere con giornali e riviste varie, ma non tutte. Nei mesi scorsi ancora scrivevo per una rivista del settore delle palestre proponendo articoli inerenti la corsa, ma l’editore di Correre voleva che smettessi di collaborare. Nelle scorse settimane, in occasione di un incontro di programmazione di Correre, mi aveva proposto di riconoscermi la stessa cifra che percepivo pur di non scrivere più per la rivista in questione.
Da ieri ho concluso la collaborazione con la rivista ed ora percepisco dei soldi senza lavorare!!!
Qualcun altro ha avuto di queste “interessanti e vantaggiose” proposte, o è disposto a propormene? Orlando
Un tranquillo week end a casa
Da poco tempo sono rientrato da Asiago e con me ho portato i ricordi dei bei momenti trascorsi assieme ad un altro gruppo di podisti, particolarmente “frizzanti” per l’entusiasmo con cui hanno vissuto una settimana di stage. Per me è stato particolarmente stimolante stare con loro. Ogni incontro tecnico ed ogni altro momento della giornata è stato piacevole, e particolarmente stimolante è stato poter passare mie esperienze e i miei consigli tecnici, assorbiti con particolare interesse e coinvolgimento. Sono questi gli aspetti che mi gratificano di uno stage.
Adesso sono però a casa, dove ritrovo un momento d’intimità. Passando parecchio tempo tra alberghi ed hotel, quando rientro a casa mia mi sento veramente bene. Dopo 15 giorni di lontananza sulla scrivania del mio ufficio ritrovo, inevitabilmente, tutto il lavoro che si è accumulato in mia assenza: una pila di fax, un “mucchio” di posta, la segreteria telefonica con vari messaggi, e la casella di posta elettronica con oltre 100 messaggi da leggere. La coscienza mi spinge a prestare attenzione a tutto ciò che professionalmente ho lasciato da parte nelle ultime 2 settimane, ma ho bisogno di non fare cose che sono inerenti alla corsa. Ho deciso che fino a lunedì mattina (molto presto come il mio solito) l’unica cosa che farò da podista sarà l’allenamento di domani, tassativamente in solitudine.
Mi aspetta l’erba del prato da tagliare e devo anche potare delle siepi. Ho voglia anche di riprendere a leggere di dati finanziari: nelle due passate settimane ho seguito i mercati (in maniera passiva, anche se non completamente distaccata), aspetto tecnico che da un paio di anni mi appassiona com’era la corsa quando avevo iniziato a correre. Ci sono momenti nei quali le tante informazioni che ogni giorno arrivano dal mondo della finanza sono troppe, tanto che in alcuni casi arrivo all’indigestione, ma dopo un po’ di tempo di distacco da questo ambiente, ho voglia di ritrovare le sensazioni originate dall’adrenalina che nasce da scelte vincenti.
Insomma, è piacevole rientrare nella normalità, e l’atmosfera di casa mia contribuisce a farmi rivivere un tranquillo week end libero da impegni, che da tanto tempo non avevo e che non potrò avere per un altro bel po’… Orlando
Lavorare e rilassarsi
Tra due stage posso godere di alcune ore di pausa che mi servono per mollare un po’ la concentrazione e ne approfitto, prima di riordinare le idee in vista dell’inizio del nuovo stage, per farmi una rilassante seduta di corsa lenta tra i sentieri dei boschi dell’Altopiano. Si tratta di una piacevole seduta senza nessuna pretesa tecnica, ma svolta con il solo obiettivo di ritrovare un momento di calma; non che durante lo stage ci siano situazioni di confusione, ma i ritmi di lavoro sono piuttosto serrati per l’incalzare del programma da svolgere. Sono sufficienti poche ore per rigenerarmi e ritrovare la concentrazione per affrontare un nuovo gruppo. Gran parte del lavoro degli stage viene svolto a monte, prima di incontrarmi fisicamente con i partecipanti; nelle settimane precedenti l’inizio dello stage ho già familiarizzato con i loro nomi anche se ancora non li conosco di persona perché ho preparato, aggiornato e perfezionato le loro schede tecniche.
Molti documenti che consegnerò sono già preparati, e anche se devono essere completati con i dati che raccolgo nel corso dello settimana, buona parte di quanto svolgerò nello stage è stato appunto preparato nel periodo precedente lo stage.
L’esperienza nella gestione delle settimane che trascorro con gli stagisti mi consente di affrontare senza eccessive tensioni ogni gruppo di lavoro. La presenza di rifrequentanti contribuisce, inoltre, a rendere più familiare l’approccio con tutto il gruppo.
Dopotutto mi aspetta un’estate praticamente senza pause, e se non riuscissi a gestire le mie energie ed emozioni, arriverai a fine stagione stanco e stressato, nel momento in cui di energie ne devo avere ancora perché iniziano gli impegni del fine settimana con le tante presenze alle varie competizioni. Orlando








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