Correre “sciolti”
di Orlando (01/07/2007)
In questi giorni sto preparando le tabelle di numerosi podisti che correranno una maratona tra settembre ed ottobre. Quindi devo programmare allenamenti ad hoc per sviluppare gli adattamenti specifici per questa competizione. Inevitabilmente si devono inserire le sedute di lunghissimo, di corsa media, di ritmo gara, ed altri allenamenti affini che consentono all’atleta di acquisire doti di tenuta fisica e mentale. Inoltre, una qualità specifica per il maratoneta è anche la ricerca di un’azione di corsa economica e fluida, e nelle note che accompagnano gli allenamenti, il consiglio che riporto è di correre “sciolto”.
Quando scrivo questa parola mi chiedo però se l’atleta a cui rivolgo il suggerimento non si senta preso in giro: lo immagino, infatti, mentre sta procedendo affaticato lungo una strada asfalta, diritta ed assolata, mentre rimanda a mente di correre con azione decontratta e rilassata. Il sudore gli cola dal viso e il disagio per il clima afoso lo fa faticare più del solito; fa di tutto per andare avanti e ricercare i suggerimenti che gli ho indicato in tabella. Sono certo che seguirà le mie indicazioni, ma quando penserà che gli ho scritto di correre “sciolto” mi manderà a quel paese perché, anche senza questa particolare raccomandazione, starà correndo sciolto più a causa del caldo di queste giornate che non per effetto di una corsa rilassata e decontratta. Orlando




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