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Gare misurate

di Orlando (05/10/2007)

Degli atleti che alleno, registro in una scheda tecnica i dati di ogni allenamento e di ogni gara. Ultimamente però le registrazioni sono diventate doppie, specialmente quelle riferite alle gare.

Da quanto molti podisti si sono dotati di GPS, strumento che consente misurazioni più accurate, oltre alla distanza dichiarata dagli organizzatori della gara, devo riportare nella scheda dell’atleta anche quella soggettiva. Quasi sempre la rilevazione degli atleti è maggiore rispetto a quella dichiarata dall’organizzatore, non tanto per errore di quest’ultimo, ma perché il podista quasi mai percorrere la traiettoria ottimale, quella della misurazione dell’organizzazione.

Le gare maggiormente “penalizzanti” sono quelle con molte curve. Tale situazione l’avevo già sperimentata seguendo le maratone in bicicletta per la Rai: in tutte le occasioni io percorrevo almeno 500 metri in più della distanza canonica, anche se il motivo era principalmente dovuto ai miei numerosi cambi di direzione che effettuo all’opposto di quanto fa il corridore per evitare di danneggiarlo nel momento in cui, per esempio, taglia le curve.

Quindi, nelle gare con percorsi sinuosi, la distanza che l’atleta in realtà percorre è per forza maggiore rispetto a quanto dichiarato sulla carta, a volte anche di qualche centinaio di metri. Nel registrare i dati, trovo sia preferibile inserire entrambe le distanze, perché una distanza maggiore di 100 metri è quantificabile in un paio di secondi al chilometro. Può sembrare poca cosa, ma noi podisti sappiamo quale sia l’importanza psicologica dei numeri; ed io lo riscontro quotidianamente con i miei atleti.

Ma anche il GPS può non rilevare correttamente la distanza: in occasione di un test Conconi, due podisti hanno avuto misurazioni differenti nel giro di pista. Può sembrare poca cosa, ma 2 metri di errore significano 50 metri di differenza in una 10 chilometri, più di 100m per la mezza maratona e di conseguenza 200 metri (40-50”) nella maratona.

Insomma, non è sempre colpa degli organizzatori se la distanza della loro gara è inferiore a quella misurata dal GPS degli atleti. Se numerosi sono i podisti che manifestano il loro disappunto per aver percorso qualche centinaio di metri in più rispetto alla distanza canonica della competizione, non ho però mai sentito nessuno lamentarsi quando la distanza effettivamente percorsa in occasione di un paio d’importanti maratone italiane è stata inferiore di 400 metri! Orlando

Categoria: varie
Tag: misurazioni
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