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Campionato Mondiale di Udine… Che gare!

di Orlando (18/10/2007)

Nei giorni scorsi non sono riuscito ad aggiornare regolarmente il blog perché gli impegni di lavoro in questo periodo si sono concentrati, vuoi per il breve ma intenso stage di Pian dei Mucini vuoi per l’arrivo del materiale per l’imminente trasferta alla maratona di New York da spedire a decine di podisti.

Tutto questo non mi ha consentito di seguire in diretta televisiva il campionato del mondo di mezza maratona a Udine, che mi sono goduto in registrata solo il giorno dopo. Avere potuto seguirla in diretta, sono certo che sarebbe stata un’esperienza molto avvincente ed entusiasmante, sia per l’andamento tattico sia per gli impressionanti ritmi di corsa, che in entrambe le competizioni molti podisti hanno mantenuto per tutta la distanza.

Pur assistendo a tante gare di livello mondiale corse in pista, non ho mai avuto la stessa sensazione avvisata nella gara di Udine; la velocità dell’atleta che corre su strada sembra essere più elevata rispetto a quando corre in pista perché i punti di riferimento sono più facili da cogliere.. Lunedì mattina, mentre andavo in centro in bicicletta, ho provato a pedalare a 22km/h all’ora circa ed è stato sorprendente verificare quanto veloce sia l’andatura da tenere per correre la mezza maratona in 59’ circa.

Oltre ad essere stato colpito dalle sorprendenti prestazione di Tadesse e di Kiplagat, mi ha fatto una certa impressione la prestazione del brasiliano Marilson Dos Santos, in procinto di correre la maratona di NY. Se per Tadesse correre così forte è piuttosto naturale perché è specialista di distanze più corte, per il brasiliano il tempo di 59’33” rappresenta una prestazione assolutamente ottima. Si tratta però di capire se questo responso cronometrico è frutto di un allenamento da maratoneta o invece specifico per la mezza maratona. Il meccanismo fisiologico per correre forte nella mezza maratona è più simile a quello dei 10 mila metri che non alla maratona, e quindi non vorrei che Dos Santos, vincitore a sorpresa alla maratona di NY dello scorso anno, avesse svolto una preparazione troppo sbilanciata su ritmi veloci. Il brasiliano nel corso della mezza maratona di Udine è transitato ai 10km in 27’48”, a soli 20” dal proprio primato sui 10 mila metri ottenuto lo scorso giugno.

Se Dos Santos si è invece allenato da vero maratoneta, il ruolo di superfavorito alla maratona di NY gli compete senza dubbi. Disporre di un’ottima velocità di base sarà importante per vincere a NY, perché per la prima volta in assoluto questa maratona non avrà lepri a fare il passo, e quindi è probabile che i primi 25 chilometri siano corsi al risparmio. La mancanza di lepri in testa alla gara non sarà ad ogni modo una situazione rilevante, perché nelle ultime edizioni della maratona si è sempre corso lentamente nei primi 21km, per avere poi forti accelerazioni di ritmo.

Alla maratona di Boston del 1986, dove sono arrivato 3°, ho corso anche contro il messicano Barrios, allora primatista mondiale dei 10 mila metri e dell’ora in pista. L’esordio nella maratona sembrava quasi una formalità per il fortissimo messicano, tanto che dopo 10 chilometri di corsa, ad un andatura di 3’05” al chilometro, ci staccava tutti per prendere un consistente vantaggio. La sua azione era di grande efficienza e sembrava non toccare mai terra, ma quando l’ho superato al 40° chilometro aveva le gambe di piombo; nei 2km che mancavano al traguardo ha accumulato un distacco di 3 minuti.

A quattro giorni dalla gara ero ad allenarmi in pista per l’ultima seduta prima della maratona e mentre io correvo delle ripetute lunghe (2-3km), Barrios aveva corso 10 x 400m in 62 secondi con estrema facilità e ciò lo aveva ulteriormente illuso di poter correre una gran maratona. E’ chiaro che per un corridore abituato a correre 15 x 400m in 58” quel mezzo allenamento era solo una passeggiata, ma non aveva nulla da spartire con gli adattamenti del maratoneta. Orlando

Categoria: gare
Tag: Mondiali
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