Stagione di maratone… in bici
Come il podista alterna, o dovrebbe, periodi di allenamento a momenti agonistici, anche la mia attività professionale segue dei cicli, visto che il mio lavoro è legato al mondo del podismo. Da domani inizia la mia fase autunnale delle maratone: in sella alla bici – RAI seguirò le maratone di Carpi, Venezia, Firenze e Milano, ma sarò presente (senza bici) anche alla mitica maratona di New York e alla piacevole maratona di Reggio Emilia, l’ultima della stagione prima delle mie ferie annuali.
Seguire le maratone in bici per fare il commento tecnico mi appassiona sempre perché, oltre a consentirmi di vivere in presa diretta l’evento agonistico, è l’occasione per “studiare tecnicamente” molti maratoneti e rivivere emozioni che ho perso da quando non faccio più gare.
Pur correndo regolarmente 3-4 volte la settimana, mi manca un po’ l’aspetto agonistico del podismo, l’emozione e la tensione che mi dava la fase pre-gara, ed ovviamente gli stimoli dello sviluppo tattico durante la competizione. Altrettanto piacevoli erano le sensazioni che vivevo nel dopo gara, quando ripensando alla corsa appena svolta elaboravo nuovi progetti e strategie di allenamento in relazione al risultato conseguito.
Non gareggiando più, mi mancano molto questi aspetti, ai quali in parte sopperisco proprio vivendo l’atmosfera che s’instaura quando presenzio alle gare in questione, su tutte quella di New York. Inevitabilmente la maratona più famosa al mondo catalizza l’attenzione di tutto l’ambiente internazionale del podismo su strada, perché durante la settimana che precede la gara vera e propria ci sono così tanti eventi da non lasciare a volte il tempo di seguirli tutti. La città contribuisce ad esaltare l’atmosfera, e bisogna proprio confermare che gli americani ci sanno fare: sono i migliori nel trasformare ogni semplice cosa in un grande evento. Orlando




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