Maratona di Venezia e non solo… Considerazioni sul pianeta maratona in Italia
Nel dopo gara della maratona di Venezia di ieri condividevo con altri colleghi giornalisti la sensazione, se non proprio di delusione, comunque di avvilimento. Ciò era da imputare al fatto che l’evoluzione della competizione maschile è stata poco entusiasmante. Non è certo la grande prestazione cronometrica a far crescere gli entusiasmi: ci sono gare nelle quali i maratoneti non corrono forte in relazione al loro potenziale, ma riescono a gestire tatticamente la competizione in maniera autoritaria, determinando il particolare coinvolgimento emotivo degli appassionati che seguono la gara.
Nella maratona di ieri a Venezia, ma anche in quella di Carpi dello scorso week end, l’evoluzione tattica è stata poco avvincente, e più o meno sarà così anche nelle maratone italiane dei prossimi mesi ed anni. A rendere poco avvincenti le competizioni contribuisce molto la mancanza di atleti italiani, che catalizzerebbero l’attenzione del pubblico anche quando il riscontro cronometrico non è di prestigio. La competizione, il confronto uomo-uomo (o donna-donna) determina maggiore entusiasmo rispetto ad una gara nella quale il cronometro è l’avversario da battere, e per destare interesse ed attenzione di noi appassionati podisti italiani, in corsa ci dovrebbero essere appunto i nostri portacolori. Il campo di corridori italiani di alto livello sappiamo tutti che sta invecchiando; gran parte dei maratoneti italiani forti è al limite della carriera. Nel giro di un paio d’anni non ci saranno più corridori nostrani in grado di competere con maratoneti stranieri e le gare, con le relative telecronache, saranno meno entusiasmanti.
Per ora non ci resta che attendere la maratona di domenica prossima a New York; noi saremo ben rappresentati, con Baldini in testa, che sembra però non avere quella condizione di forma per correre forte (si dice valga 2h10’), e con Pertile in secondo piano come immagine, ma dato in grande forma vista l’ottima prestazione cronometrica conseguita al campionato mondiale di mezza maratona a Udine.
La maratona di New York non delude quasi mai, e lo spettacolo quindi non mancherà. Per il prossimo week end sarà addirittura doppio poiché sabato mattina ci sarà, nel duro percorso dei 4 giri del Central Park, la maratona (Trial) di selezione della squadra americana per le Olimpiadi di Pechino. Sono poco meno di 150 i corridori in gara e per partecipare alla selezione si deve aver corso una maratona in meno di 2h20’. Pensare che 10 anni fa i maratoneti americani (ma anche i fondisti e mezzofondisti) erano praticamente “estinti”.
Penso che anche da noi si dovrà applicare lo stesso metodo che hanno usato negli Stati Uniti per incentivare il movimento podistico americano: raddoppio dei premi per i corridori nazionali. Si dice che i soldi non facciano la felicità, ma nel nostro caso premi particolarmente allettanti hanno stimolato molto americani a correre … sempre più forte.





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