Prima di tutto la corsa
Per chi come me corre tre volte la settimana, saltare un allenamento significa ridurre del 30% lo stimolo allenante, e a me capita spesso di essere sul punto di rinunciare ad una seduta infrasettimanale a causa di impegni, imprevisti ed altro ancora.
Con poche opportunità di correre, trovarsi a rinunciare ad un’uscita programmata mi crea disagio mentale, non perché corro per allenarmi, ma per il mancato piacere che la corsa mi genera.
Per non trovarmi nella situazione appena descritta, che a volte mi porta ad una sorta di malumore, ho deciso che la cosa migliore è correre al mattino presto. In effetti, rientrare a casa prima di colazione con l’allenamento già fatto genera un piacevole senso di realizzazione: oltre alla gratificante sensazione di benessere fisico, si vive la piacevole soddisfazione di non aver più l’impegno con la corsa. Con ciò non intendo affermare che “tolto il dente, levato il disagio” perché se potessi tornerei a correre anche la sera, ma avendo davanti una giornata piena di lavoro e d’impegni, si è nella situazione di affrontarla con tranquillità mentale.
Ci sono certamente dei disagi nel dover affrontare la corsa come prima attività della giornata, ed il principale riguarda la sveglia: per chi ha problemi con il sonno, immagino quale sia lo stress di sentire il suono della sveglia e dover mettersi in moto nel giro di qualche minuto. E’ come per me il dover restare alzato fino a tardi e resistere alla forza che chiude le palpebre: non c’è stress maggiore di dover rinunciare ad andare a letto presto, che per me significa le 21.30, quando la voglia di dormire è particolarmente forte.
Non è affatto un problema invece per me alzarmi presto: da anni la sveglia naturale è tra le 5 e le 5.30 e quindi stamattina è stato abbastanza facile decidere di prendere la porta per uscire a correre, invece di quella che mi porta nell’ufficio. In questo periodo invernale il momento di maggior disagio è quello iniziale della seduta: ho bisogno di 5 minuti di corsa per scaldarmi un po’ e, anche se in questi giorni non fa freddo (visto che il termometro è poco sopra 0°), nei primi passi di corsa devo adattarmi alla temperatura. Di natura sono un caloroso e non posso coprirmi molto perché nel corso della seduta sudo parecchio, fino anche ad imperlare la fronte di numerose gocce che cadono a terra.
Tutti gli altri aspetti del correre al mattino presto sono invece gratificanti: è piacevole percorrere le strade praticamente deserte; è piacevole non avvertire rumori; è piacevole respirare i profumi dell’aria, come quello che si avverte vicino ad un panificio, dell’aroma del caffè appena fatto, dei fiori nei giardini, ed in questo periodo in modo particolare quello del calicanto; è piacevole partire con il buio e rientrare verso casa accompagnati dalle prime luci dell’alba; è piacevole essere i padroni delle strade. Correre da soli in queste circostanze mi fa apprezzare di più il piacere dello sforzo: sento maggiormente il respiro, sento il sangue pulsarmi nelle arterie, sento il rumore delle mie scarpe sullo sterrato.
Come poche altre volte mi succede, correre in queste circostanze mi fa sentire veramente molto bene. Orlando
Borse a picco!
In questi giorni sto ricevendo messaggi da amici che, sapendo del mio interesse nel mondo della finanza, mi chiedono come stiano andando i miei affari economici, visto che da inizio anno tutti gli indici sono scesi, e in questi 3 giorni stanno cadendo nel baratro.
Anch’io sono un po’ preoccupato della situazione, ma per fortuna non sto subendo particolari perdite se non per quegli investimenti fatti alcuni anni fa, su fondi comuni vari. Per fortuna però mi sto salvando da questa situazione di borse sotto il segno dell’orso: nella settimana precedente la mia partenza per le vacanze, a metà dicembre, ho liquidato la grandissima parte dei miei fondi azionari, soprattutto quelli nei Paesi emergenti e orientali nei quali, come avevo già scritto, ero fortemente esposto. La scelta di liquidare tante posizione aperte è stata determinata dal fatto che in vacanza non avrei potuto controllare e gestire in maniera ottimale le mie posizioni. I miei progetti erano di rientrare nelle borse a metà gennaio, ma visto che la situazione generale era molto instabile ed incerta, mi sono solo limitato a studiare l’andamento dei vari indici.
E’ da metà dicembre che non sono operativo, e pensare che in vacanza mi sono letto ben 3 libri di finanza, ed ero quindi curioso di applicare metodi d’intervento non ancora provati. Penso però che prima di un paio di mesi non avrò occasione di operare in maniera diffusa, ma nelle prossime settimane sono certo che ci saranno ottime occasioni da cogliere, visto che ora molti titoli e indici si comperano con ottimi sconti. Faccio fatica a pensare che si possa scendere sotto questi valori, e quindi arriverà il momento per andare a fare “la spesa in borsa” come quando al supermercato si fanno le promozioni con forti sconti. Chi non ne approfitterebbe?
Orlando
Previsioni su New York 2008
In un blog che avevo scritto a febbraio del 2007 avevo riportato che l’iscrizione alla maratona di New York era stata portata a ben 340 dollari, oppure 270 euro. Alcuni podisti hanno ritenuto troppo esosa la richiesta degli organizzatori della maratona della Grande Mela, ed hanno ritirato la loro iscrizione.
In effetti, il costo del pettorale per correre alla maratona più famosa al mondo è nettamente superiore a quello delle altre manifestazioni, ma ritengo che ci siano validi motivi per pagare il prezzo richiesto. Tra questi anche il privilegio di essere parte dell’evento, visto che c’è un numero chiuso di adesioni sia per i podisti americani sia per gli stranieri, ed ogni anno molti corridori restano a bocca asciutta. Gli americani, in fatto di business, non sono secondi a nessuno e, applicando la principale regola del mercato (vale a dire che la domanda fa il prezzo), hanno avuto ragione ad aumentare il costo dell’iscrizione. Hanno fatto bene a farlo per le loro casse, ovviamente, giacché tutti i pettorali sono andati venduti.
Che molti podisti non siano d’accordo sull’egemonia degli organizzatori della maratona della Grande Mela è un fatto che non danneggia questa corsa, visto che ogni anno gli iscritti aumentano regolarmente e che sul traguardo del Central Park arrivano ogni anno due mila unità in più dell’anno precedente. Nel 2007 ben 38607 sono stati i corridori che sono transitati sotto la finish line. La partecipazione è aumentata sia per quanto riguarda i podisti nazionali, sia per gli stranieri; e tra questi anche gli italiani.
La quota d’iscrizione a NY rimarrà tale anche per quest’anno, mentre potrebbe modificarsi nel 2009, ma non penso che calerà (sempre per la prima legge del mercato), visto che anche per l’edizione del prossimo novembre le richieste sono molto alte.
Personalmente penso che quest’anno sia l’ultima occasione per partecipare alla maratona ad un prezzo ancora contenuto, sulla scia di quanto accaduto nel 2007: anche se il costo d’iscrizione l’anno scorso era alto, il basso valore del dollaro l’anno scorso ha contribuito già l’anno scorso a far sentire meno “pesante” la trasferta a NY. Inoltre, il petrolio a febbraio 2007 costava ancora poco, e ad ottobre nessun adeguamento è stato chiesto. Tutto questo ha contribuito a mantenere meno esosa la trasferta a NY. Si pensi che sono fortemente aumentate le presenze degli stranieri a Manhattan per viaggi anche di pochi giorni; parlo di stranieri che dispongono di un discreto reddito, motivati da “gite” di opportunità per acquistare, a prezzi vantaggiosi, beni di lusso, ma anche per trascorrere qualche giornata in una delle città più particolari al mondo.
Vista la crisi finanziaria che interessa un po’ tutto il mondo, il dollaro dovrebbe essere ulteriormente svalutato visto che si prevede che la Fed taglierà ancora un po’ i tassi, e se non subentrano situazioni geopolitiche particolari, il prezzo del petrolio dovrebbe calare, come ciclicamente avviene nella primavera di ogni anno.
Questi elementi dovrebbero invece modificarsi fra un anno circa, specialmente per quanto riguarderà il valore dollaro, e forse già dall’autunno, appena dopo la maratona, quando il 4 novembre si terranno le elezioni del nuovo presidente degli USA. Vivere questa particolare esperienza potrebbe valere un viaggio a Manhattan in coincidenza alla maratona.
Orlando





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