100km del Sahara: parto
Eccomi alla vigilia di una nuova esperienza podistica: la 100km del Sahara. Sabato inizierà la trasferta in Tunisia nella quale sono impegnato come consulente tecnico per Terramia ed anche come assistente agli atleti che personalmente ho preparato per questo impegno.
Ma non penso che mi limiterò solamente a questi ruoli. Poiché la mia condizione di forma è discreta, penso che mi cimenterò in alcune prove, quelle meno impegnative dal punto di vista chilometrico. Non fosse che si corre su fondo particolarmente sconnesso, che determina precari appoggi, potrei affrontare anche la tappa della maratona. Il fatto di correre su strade sconnesse allunga parecchio i tempi di corsa, e per ora non ho gli adattamenti strutturali per stare sulle gambe per alcune ore come richiede la distanza dei 42km.
Le altre tappe hanno invece una distanza più accessibile e ne approfitterò per fare (come si suol dire) chilometri, in maniera da incrementare le componenti aerobiche fondamentali da strutturare per qualche gara che spero di poter correre in aprile.
Mi dovrò impegnare a correre piano, ad un ritmo calmo e tranquillo, ed è un aspetto che non so fare bene. Probabilmente mi aiuterà il fatto di correre su fondo sconnesso, che non consente di spingere al meglio, ed inoltre non userò il cronometro, strumento che penso abbia pochissimo valore in una corsa tipo trail.
Mi preoccupa un po’ anche l’aspetto climatico: nel deserto le temperature massime che si possono incontrare durante le tappe sono prossime ai 30°, ed ovviamente non ho nessuno specifico adattamento di termoregolazione.
Sono emozionato di affrontare questa prova, proprio perché è nuova per la mia carriera di podista. E’ da tantissimo tempo che non faccio una corsa podistica a tappe e, diversamente da anni fa, mi mancano gli adattamenti strutturali e le capacità di recupero per sostenere chilometraggi consistenti e ravvicinati.
Oltre agli impegni di consulente e podista, dovrò fare anche il giornalista. Farò un resoconto per Correre, ma aggiornerò ogni giorno (compatibilmente con la possibilità di collegarsi alla rete) il sito di Terramia ed anche il mio blog.
Orlando
Premi fotografici
Nella nottata di domenica c’è stata l’assegnazione degli Oscar del Cinema. In questo periodo ci sono anche altre iniziative che premiano i protagonisti (in vari campi) dell’anno 2007, e tra questi c’è stata anche l’attribuzione dei premi ai migliori fotografi.
Lo sport è ovviamente protagonista in questo ambito e nel 2007 anche i maratoneti hanno contribuito a fornire il proprio apporto. Un premio speciale, della categoria “Storie dello sport”, lo ha ricevuto il fotografo che ha scattato una serie di ritratti ai maratoneti che hanno tagliato il traguardo alla maratona di Copenhagen.
Sinceramente non sono foto che mi piacciono, ed avrei pensato che una maratona avrebbe potuto fornire altri spunti, ma il fotografo ha voluto cogliere la fatica, il disagio e la sofferenza dello sforzo.
Più le guardo è più rivivo quelle sensazioni che molti podisti avvertono dopo aver percorso i 42 chilometri. Ma chissà che al prossimo concorso siano la gioia e la soddisfazione ad essere i protagonisti delle foto che riguardano il corridore.
Se volete dare un’occhiata alla serie di foto, ciccate sull’indirizzo che segue.
Orlando
Eclissi di luna e corsa
Questa mattina mi sono svegliato prima del solito (5.10) e, dopo essermi preparato il caffè, ho deciso di anticipare la seduta perché volevo assistere alla parte finale dell’eclissi di luna. Appena fuori di casa ho visto che c’era una gran foschia, segno di forte umidità, ed ho temuto che della luna non avrei avuto nessuna visione. Invece, guardando verso nord ovest, ho visto lo spettacolo di questo affascinante evento: è vero che l’apice dell’eclissi è stato verso le 3.30, ma anche alle 5.30 l’ombra della terra si vedeva sulla faccia della luna, occupata ancora per oltre 1/3 della superficie.
Purtroppo però il mio percorso di allenamento era in direzione opposta ed ho lasciato quindi alle spalle lo spettacolo dell’eclissi di luna, ma non ho mancato di girarmi per un altro paio di volte, fintanto che la luna è scomparsa dietro il monte Summano.
Ho poi proseguito con il mio allenamento, con lo sguardo verso l’orizzonte ad est a cercare il sorgere del sole. Sono piuttosto ansioso dell’allungarsi delle giornate, per avere un po’ più di luce durante l’allenamento. Oggi sono rientrato a casa che l’alba si stava formando, ma neppure sufficiente per controllare la temperatura del termometro. Solo una volta in casa ho potuto verificare che la temperatura era solo 0°. Avrei pensato che fossero almeno 3-4 i gradi della temperatura dell’aria perché non ho avuto nessun disagio; anzi, sono rientrato a casa piuttosto accaldato e sudato per le ripetute che ho svolto. Non so come mi regolerò quando ci saranno 10-15°. A me piace il caldo, ma non riesco a capire come mai non avverto particolari disagi con il freddo. Penso che siano i segni dell’età, oramai prossima ai 50 anni. Orlando





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