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Stramilano 2008

di Orlando (08/04/2008)

Anche questo inizio settimana le mie caselle di posta elettronica hanno ricevuto molti messaggi di podisti e, come la settimana scorsa, anche stavolta ho letto i commenti dei contenti e dei delusi. Il riferimento riguardava una delle gare di mezza maratona più importanti della nostra Penisola: la Stramilano.

Ancora prima di accedere alla cartella di posta elettronica del mio PC avrei dovuto aspettarmi di leggere pareri contrastanti, ma con forte preponderanza per quelli negativi. Ieri pomeriggio, infatti, mentre assistevo alla telecronaca registrata della Stramilano, ho avuto l’impressione di assistere ad una gara condizionata, alterata e strana. E’ vero che avevo finito da poco di guardare la registrazione della maratona di Parigi, e dopo aver visto una manifestazione podistica dai contorni superlativi, specialmente in termini di pubblico, passare alle immagini della Stramilano ho avvertito un senso di tristezza. E pensare che si doveva anche festeggiare l’attribuzione dell’Expo 2015 a Milano (adeguatamente sfruttata con speculazioni in borsa), ma ho avuto la netta impressione che durante la corsa i milanesi fossero dappertutto, ma non certo in città ad assistere al passaggio dei podisti. Nulla di male dopotutto: meglio che non ci sia nessuno a vedere la gara pur di non subire le angherie degli automobilisti, come invece avviene regolarmente alla maratona dell’autunno.

Oltre all’aspetto deludente del coinvolgimento del pubblico, ho avuto la viva impressione che anche la gara stesse subendo il “grigiore” della città. Le prestazioni cronometriche sono state in generale ben al di sotto delle aspettative, ed in questo caso faccio riferimento ai top runner, sia in ambito maschile sia in quello femminile, con deludenti prestazioni degli italiani.

Quando i top runner non vanno forte come ci si potrebbe aspettare, con riferimento ai loro potenziali cronometrici, si pensa che sia il clima e/o il percorso a condizionarne il rendimento.

Non essendo presente alla manifestazione e potendo valutare il percorso solo dalle immagini televisive, penso sia stato invece il clima a condizionare il rendimento dei podisti. Il tracciato non sembrava, infatti, essere lento a causa di ondulazioni del percorso, se non appena un po’ nella zona di Parco Sempione.

Ad avvalorare la mia ipotesi c’è il fatto che dalle mail che ho ricevuto non ho letto di podisti che fanno riferimento alle difficoltà del percorso. E siccome sono stati in tanti a non aver raccolto quanto sperato (prestazioni inferiori di un paio di minuti), penso proprio che sia stato l’aspetto climatico a rendere difficoltoso il rendimento. Ma nessuno dei podisti mi ha menzionato il caldo, che in effetti non c’era. In definitiva, c’è da ipotizzare che sia stata l’elevata umidità dell’aria a condizionare il lavoro muscolare ed organico di ogni podista. E’ stato così? Attendo le vostre impressioni.

Orlando

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