Giro d'Italia
La mia prima passione sportiva è stata il ciclismo, molto probabilmente perché in famiglia, specialmente mia madre, non perdeva occasione di assistere ad ogni corsa che la televisione trasmetteva. E’ stato naturale chiedere a mia madre la bicicletta da corsa come premio per la mia promozione in terza media, ed ogni giorno ero per strada per allenarmi. Ho anche gareggiato, ma solo in poche occasioni. Da ragazzino non ho mancato di fare la raccolta delle figurine dei corridori, e poi in spiaggia giocavo sempre con le biglie di Gimondi, Merckx, Motta, Dancelli, Panizza e tanti altri. E che festa era assistere al passaggio del Giro d’Italia per le strade del mio paese; il preside concedeva volentieri a noi studenti questa opportunità, ed era entusiasmante vedere sfrecciare le maglie colorare dei corridori e sentire il fruscio delle biciclette che passavano a forte velocità.
Da grande mi sono appassionato ancora di più al ciclismo, assistendo con maggiore coinvolgimento alle tantissime corse trasmesse in televisione, visto che imparavo nomi e dati di tanti ciclisti.
C’è stato però un momento particolare nel mio coinvolgimento nel mondo del ciclismo. Alcuni anni fa, mentre assistevo ad una tappa del Tour de France nella quale un forte ciclista percorreva una mitica salita con azione elegante, disinvolta ed efficace, ho ricevuto la telefonata da un giornalista sportivo. L’argomento era relativo al doping del mondo podistico con riferimento a quello amatoriale, ed è stato facile arrivare a parlare del ciclismo e commentare ciò che stavamo entrambi assistendo. A quel punto avevo affermato che se le immagini che stavo vedendo in televisione, la bellezza del gesto atletico di quel corridore sarebbero state inquinate dal sospetto del doping, avrei smesso di seguire il ciclismo. Il corridore in questione era uno di quelli che ti ispirano a pelle simpatia e fiducia, e mai avrei pensato che il cancro del doping avrebbe intaccato anche lui. Passarono solo un paio di settimane e la notizia mai pensata arrivò.
Da quel momento ho tenuto fede al mio proposito: non seguo più il mondo del ciclismo. Dapprima non è stato facile perché avevo sempre guardato i ciclisti con gli occhi di atleta appassionato, ma siccome la mia fiducia era stata tradita, ogni volta che assistevo all’impresa di un corridore, il mio pensiero era assalito dai dubbi che quella prestazione avrebbe potuto non essere naturale. Piano piano ho tralasciato di accendere il televisore, ed ora non avverto più il richiamo della passione per questo sport. Questa non c’è più.
Per caso in questi giorni mi sono accorto che si sta svolgendo il giro d’Italia: mia figlia mi ha chiesto di farle vedere una cassetta di cartoni animati e mentre preparavo il videoregistratore ho sentito la voce di Cassani ed ho visto le immagini dei corridori. Nessuna emozione, nessun entusiasmo, come sta succedendo da parecchio tempo ormai. Spero che questo mondo sportivo riconquisti la mia fiducia, ma penso che passerà veramente tanto tempo ancora. Orlando
Desideri svaniti
Lo scorso autunno mi ero promesso di dedicarmi con impegno e costanza ad un piano di allenamento finalizzato a prepararmi per delle gare da correre in primavera (2008), e per motivarmi a questo impegno avevo aperto lo specifico argomento “I nostri allenamenti” nel forum.
La primavera è già passata per 2/3 e non ho mantenuto fede alle “ambizioni” agonistiche; come avevo previsto, con l’aumento degli impegni professionali mi sono trovato con meno energie mentali e tempo per dedicarmi costantemente agli allenamenti. Niente di male ovviamente; non mi colpevolizzo della situazione. Mi dispiace aver perso entusiasmo strada facendo.
Non per questo ho rinunciato alla corsa. Anche se il tempo è sempre meno di quello che avrei bisogno, o meglio, gli impegni che continuo ad avere superano la disponibilità fisiologica del tempo che dovrei dedicare al lavoro, vado a correre 3 volte circa la settimana. Lo faccio il mattino presto, com’è successo oggi. Come sempre uscire di casa quando gran parte del “mondo” è ancora sotto le coperte è molto piacevole. C’è silenzio, calma, pace e poi l’aria è così “frizzante” che correre mi fa vivere particolari emozioni e sensazioni.
Anche se quando esco, alle 6, la temperatura è piuttosto fresca, mi vesto poco (pantaloncini e canottiera) perché mi piace sentirmi sulla pelle quel senso di brivido, che però si attenua già dopo una decina di minuti. Il cielo di questi giorni è pieno di nuvole e di umidità, e le strade sono sempre bagnate dalla pioggia, ma sono condizioni che mi attraggono molto. Mi è sempre piaciuto correre quando nell’aria c’è odore di pioggia, come quando si approssima un temporale, specialmente se il cielo, in lontananza, è plumbeo: vivo la contrastante sensazione di fare in fretta per evitare la pioggia, ed il piacere di correre fino al limite dell’acquazzone.
A volte ho corso con la pioggia che era così forte da fare quasi male, ed anche con la grandine. Altre volte sono arrivato sull’uscio di casa con “l’uragano” che iniziava a sfogarsi. Per non parlare del fascino particolare che provo se corro nel bosco quando piove, specialmente in montagna, sapendo che sono solo perché tutti, logicamente (e fortunatamente) sono a casa. Orlando
Londra cambia…
Chi ha partecipato alla maratona di Londra si sarà chiesto cosa significasse il termine “Flora”, che accompagna ogni iniziativa legata alla maratona e che è anche riportato sulla medaglia. Si tratta dello sponsor, la margarina più famosa del Regno Unito.
Dal 2010, dopo veramente tantissimi anni, la London Marathon cambia sponsor. E’ di ieri la notizia che per il periodo 2010-2015 lo sponsor della maratona sarà Virgin, l’azienda di Richard Branson. Il costo dell’operazione ammonta a 17 milioni di sterline per un contratto di 5 anni. La cifra è considerevole, ma bisogna valutare che l’esposizione d’immagine del mondo del running a Londra sarà veramente forte, visto che nel 2012 la City ospiterà le Olimpiadi.
Si pensi che per l’edizione del 2009 le pre iscrizioni dei soli corridori del Regno Unito sono già arrivate a 110 mila!
La copertura finanziaria degli organizzatori della London Marathon è già ben assicurata, anche senza tanti altri sponsor, e potranno così continuare a fregiarsi della fama di maratona che paga i più elevati ingaggi. Ed ovviamente, quella che offre le competizioni più emozionanti.
Che rammarico però vedere che in Italia gli sponsor importanti non si avvicinano alla corsa…
Orlando





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