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Rossetti e tabelle

di Orlando (31/01/2009)


E’ difficile trovare una correlazione tra il rossetto e le tabelle di allenamento, vero?

Provo ad azzardare alcune ipotesi:

1)     Ci sono più donne che uomini che praticano la corsa. NO

2)     preferisco allenare le donne invece che i maschi. PLAUSIBILE

3)     Ho fatto le tabelle ad una ragazza che mi ha ripagato

con schioccanti baci. NO (lo devo scrivere per non destare

sospetti. In ogni caso, la risposta è NO).

4)     Un’azienda cosmetica è diventata sponsor personale delle mie attività. NO

5)     Quando lavoro mi metto il trucco. ASSOLUTAMENTE NO

Alla fine di ogni mese faccio un bilancio del lavoro svolto ed ho verificato che a gennaio ho fatto molte tabelle, come mai prima, a partire dal 1992. Gennaio e febbraio sono mesi nei quali le richieste di consulenze di solito aumentano, così come a giugno. All’opposto, i cali di richieste li verifico a maggio e ottobre. Proprio in quest’ultimo mese del 2008, il calo era leggermente superiore agli altri anni, circa il 15%. Ho subito dedotto che la situazione economica, che stava e continua ad interessare il nostro pianeta, si stesse ripercuotendo anche sul mio lavoro. E’ normale dopotutto, visto che c’è un aumento del tasso di disoccupazione, ma soprattutto perché il mio lavoro propone servizi non essenziali.

Anche febbraio e marzo saranno mesi con una gran mole di lavoro, quasi troppo. Quando lo scorso ottobre c’era stata la flessione, ammetto sinceramente che ero tutto sommato contento perché ero rientrato in un range di lavoro più normale.

Oltre alle tabelle, le adesioni agli stages sono considerevoli, tanto che quello in programma fra tre settimane ho dovuto sdoppiarlo, inserendone uno la settimana successiva. Per non parlare delle iscrizioni alla maratona di NY, così tante da preventivare l’overbooking.

In definitiva, mi chiedo come sia possibile che in momenti d’incertezza economica come quella attuale ci sia una così elevata richiesta dei servizi che contraddistinguono la mia professione?

La fine della crisi potrebbe essere quindi più vicina di quanto si pensi. Ci sono analisti economici che prevedono un miglioramento della situazione per la seconda parte del 2009. Le borse mondiali, che sono mercati nei quali si misura la fiducia degli investitori, per ora non hanno dato segnali positivi, anche se qualche tenue barlume si può scorgere. Si deve considerare che i mercati finanziari anticipano gli eventi mondiali di alcuni mesi.

E le tabelle, come si collegano con i rossetti?

Con o senza crisi economica, le donne fanno fatica a non farsi belle, indipendentemente dalla loro disponibilità economica. Nei periodi in cui si deve tirare le cinghia esse rinunciano ad un profumo costoso, alle scarpe di moda, ai vestiti di marca (i bilanci delle aziende del lusso lo evidenziano), e sfogano la propria vanità sul mercato dei cosmetici, specialmente quelli dei supermercati. No, non è una situazione che riscontro personalmente. Non mi apposto nel reparto dei prodotti di bellezza a controllare le vendite del centro commerciale. Si tratta di una situazione evidenziata dalle riviste di economia e finanza. E’ proprio dimostrato come nei momenti di crisi economica si registri un boom delle vendite di rossetti, smalti e trucchi vari.

Mi viene quindi da pensare che i podisti tengano così tanto alla forma fisica come le donne alla bellezza.

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Asiago cheese

di Orlando (28/01/2009)


Where do you come from?
Quando a questa domanda avevo risposto “From Italy” mi trovavo alle Hawaii. Con due amici ero seduto davanti ad un tavolino di un ristorante all’aperto di Honolulu in attesa di fare l’ordinazione per il pranzo, e mi godevo il calore dei raggi di sole. La domanda mi era stata fatta da una cameriera bionda di trent’anni circa, con i capelli raccolti in una coda, la carnagione abbronzata che non nascondeva le efelidi sul viso e le spalle, anche se magre, più larghe del normale. A me faceva venire in mente la tipica ragazza californiana, sospetto che nasceva dalla bocca piuttosto grande rispetto al suo viso. Era lì per lavoro, ma abitava a San Francisco!

Quando uno si trova negli Stati Uniti, prima o poi gli viene fatta la domanda da dove viene, ma non me l’aspettavo alle Hawaii, che ritenevo poco americane anche se la sfilza di alberghi lungo la spiaggia di Honolulu ricordano più Miami che un posto esotico.

Negli USA quasi sempre trovi la persona che ti dice che i suoi parenti sono italiani. La domanda sulla provenienza ti viene fatta, ovviamente, da chi sente una lingua simile a quella che parlavano i nonni o i genitori, e non è affatto una novità scoprire che i parenti italiani sono originari del sud.

Dopo aver risposto “from Italy”, sapendo che chi mi fa la domanda di solito continua il discorso indicandomi qualche località del sud, tendo a far notare che vengo dal nord est, e che abito nella zona tra Milano e Venezia. Fornisco questa indicazione più per gentilezza che non per precisazione, perché tanto so che il discorso si fermerà lì.

Quella volta però non è stato così. La ragazza di San Francisco aveva parenti proprio nel nord est, e allora mi sono sentito di precisare che io abitavo a “one hour by car northern than Venice”. La ragazza mi riferì che i suoi parenti erano di Vicenza. Di solito mi fermo ad indicare Venezia come la città più importante della mia zona, perché non c’è nessuno al mondo che non conosca il capoluogo veneto. Ma Vicenza non la conosce praticamente nessuno, se non qualcuno che lavora alla caserma militare americana Ederle.

E quando la ragazza mi chiese se fossi proprio di Vicenza, io ho pracisato che abitavo ad Asiago.

E lei di risposta, evidenziando un gran sorriso mi ha detto: “Asiago cheeseeeee”.

In realtà risiedevo a Gallio, cinque chilometri dopo Asiago, ma a quel punto temevo che, se le avessi precisato anche questo, magari lei mi avrebbe anche chiesto: “via Wasserkuppe?”

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Betta e Orlando

di Orlando (25/01/2009)

Carissimo Orlando, è la prima volta che ti scrivo dopo tanti anni trascorsi assieme, e purtroppo sarà anche l’ultima; il perché lo capirai più avanti. Con queste parole voglio esprimerti il mio ringraziamento per le belle, piacevoli, entusiasmanti esperienze vissute con te. Non avrei mai pensato di arrivare ad una vita particolare, diversa da quella di tutte le mie colleghe, che tanto mi hanno invidiato. Grazie quindi per avermi preferita a tante altre, senza dubbio più belle, affascinanti, sofisticate e blasonate. Il giorno in cui mi hai scelto tra tante altre non riuscivo a trattenere l’emozione ed ho rischiato di sgonfiarmi; e per evitare di fare brutta figura ho sempre dato il massimo di me stessa per eseguire al meglio il compito.

Immagino che anche tu ricorderai quel giorno, visto che pure per te era l’inizio di una carriera. Quante belle esperienze ho vissuto con te. Quando arrivava il giorno del nostro incontro ero sempre molto emozionata, veramente tanto, e la notte prima quasi non dormivo, e mi prodigavo per presentarmi al meglio. Quando ti avvicinavi mi agitavo, quando iniziavi a parlare la tua voce mi esaltava, e poi tutta quella gente attorno a te, che ti salutava, fotografava, si complimentava ed io lì sempre vicina, orgogliosa per tanta attenzione.

Sono passati parecchi anni dal nostro primo incontro e di strada ne abbiamo fatta tanta assieme; penso di aver eseguito il mio ruolo sempre al meglio, sempre presente alle tue richieste, anche nei momenti difficili. Sì, ci sono state alcune occasioni nelle quali mi sono trovata in difficoltà, non te lo nascondo, ma ho sempre onorato il mio impegno perché sapevo quanto era importante per te la mia massima efficienza. Mi sono sempre detta che se avessi fatto tutto per il meglio sarei sempre stata con te; che soddisfazioni mi hai dato, che emozioni ho vissuto, non le scorderò mai. Con te sono stata in posti che altre mie colleghe non possono immaginare: Roma, Torino, Trieste, Carpi, Venezia, Firenze, Milano. Il Colosseo, i Fori Imperiali, Piazza del Vaticano, del Duomo, della Signoria, San Marco, Piazzale Michelangelo. Che gioia essere protagonista ogni anno nelle strade di queste città.

La mia più grande emozione l’ho vissuta a Venezia nel 1995, quando Goffi batté Leone per soli 8 secondi: che gara, che suggestioni su e giù per i ponti. E te lo ricordi il biondino, finito sesto? L’avresti detto che diventava il campione olimpico?

Ma quante altre belle, entusiasmanti esperienze. Che mi mancheranno, senza dubbio. Sì, perché la mia carriera è finita. Non sono più adeguata ai tempi; non ce la faccio più a reggere il ritmo, le tensioni. Sarà l’età, saranno gli acciacchi e la stanchezza: è il momento di mettermi da parte. Lascio ad altre il mio compito. Non mancherò di seguirti, di ascoltarti. Sappi che il primo amore non si scorda mai.

Tua Betta.

 

Ciao Betta.

Non me l’aspettavo; le tue parole mi hanno riempito il cuore di commozione perché, lo confesso, con te mi sono sempre trovato bene. Su di te ho sempre contato, a volte ti ho anche trattata male, specialmente a Venezia, sulle rampe di quel ponte senza le assi, nel quale mi dovevo buttare a capofitto per non perdere il ritmo dei primi. Che botte a scendere dai gradini.

E’ mi dispiace per quel volo a Roma, quando siamo finiti a terra. Vedere il tuo manubrio storto mi ha fatto soffrire; e quando ho dovuto spingere per recuperare il terreno perso ho sentito che soffrivi, ma ce l’abbiamo fatta anche allora. Per il resto è sempre filato liscio.

Con te ho un solo rimpianto: non averti portato con me nel Paradiso dei maratoneti, a percorrere le Avenue della Grande Mela. Mi piangeva il cuore pensare che tu non potevi venire con me; sono certo che assieme avremmo potuto seguire competizioni epiche e…che bella figura avremmo fatto! Sappi che le telecronache dallo studio non sono coinvolgenti come quelle in cui siamo sulla strada io e te.

Peccato che tu abbia mollato proprio ora, perché si poteva andare avanti ancora degli anni assieme. Tu che conosci bene il movimento hai capito che per gli anni a venire non avremmo dovuto faticare più di tanto. Non ce ne sono più di quei bravi ragazzi che hai nominato, che ci facevano felicemente sbuffare. Per un bel po’ si potrà pedalare tranquillamente. Tu acciaccata ed io fuori forma avremmo potuto spassarcela a sentire Franco Bragagna chiamarci in causa.

Mi dispiace quindi che tu abbia deciso di salire sul fatidico chiodo, ma lì potrai riposare. Non rammaricarti più di tanto; credo che la nuova tua collega l’abbiano scelta per me. Anch’io ho i miei problemi; ho bisogno di una giovane, scattante e veloce per compensare il passare dei miei anni.

Tuo Orlando

Categoria: Maratone
Tag: RAI,bicicletta
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