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Ho fatto tredici

di Orlando (10/09/2009)

I muscoli non sono così reattivi com’era stato nella seduta di ieri, ed oggi avrei voluto avvertire invece sensazioni migliori, visto che mi aspetta uno di quegli allenamenti che vorresti passasse in fretta. Forse è proprio il timore psicologico dello sforzo che devo affrontare a togliermi energie dai muscoli, oppure dirottare le risorse mentali verso una via di fuga dallo stress psicofisico che devo affrontare. Mano mano che mi avvicino al circuito delle ripetute mi ripeto mentalmente formule specifiche che servono a tenere il pensiero agganciato allo sforzo che ho deciso di affrontare. Le tre prove da 3550 metri (3 giri da 1180 metri circa) ho deciso di farle perché ora è necessario che svolga un lavoro di potenza estensiva, e sono consapevole dei disagi (fatica fisica, stress mentale) che mi aspettano, ma non voglio fuggire con il pensiero altrove. Anzi, mi ci voglio buttare in questa seduta con tutti i sensi. Se non le facessi come ho programmato sono certo che oltre al senso di rimorso per aver “scantonato”, mi sentirei mentalmente meno forte e determinato. Queste prove le voglio affrontare invece con determinazione e, avendole programmate per oggi, anche se il clima non mi aiuta visto che l’umidità di questa mattina è ben superiore a quella dei due giorni precedenti, mi ci butto in toto, gambe e mente.

Alla fine l’allenamento è venuto per com’era programmato, anche se pensavo di fare meno fatica e non sto ad accampare attenuanti, vale a dire se ho sofferto per l’umidità, oppure se ero stanco per gli esercizi di potenziamento dell’altro giorno, o per aver inserito un po’ troppe salite nell’allenamento di ieri.

Ho completato quanto avevo preventivato e sono contento, ma mentre sostenevo le prove, e facevo le varie proiezioni mentali nel valutare il carico per metabolizzarlo psicologicamente e mettermelo alle spalle, ho verificato che per ogni prova dovevo stare in ballo circa 13 minuti. Questo mi ha fatto riflettere perché ai tempi in cui correvo davvero forte e bene, un tempo così lungo di lavoro l’avevo sostenuto solo in qualche occasione, in pratica quando correvo prove da 5 chilometri. E’ vero che la distanza percorsa nelle prove è nettamente inferiore, ma l’esposizione allo sforzo (di pari intensità, vale a dire il 97% della mia SAN) è analogo. Alla fine, oltre ad essere contento di aver svolto l’impegnativa seduta, ero soddisfatto per aver sostenuto un allenamento che richiede efficienza. Insomma, tredici minuti per ogni variazione è un tempo davvero pesante da sostenere, sia per le gambe sia per i muscoli.

E me ne sono reso conto sotto sforzo!

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