XXX – fuori gara
Con tre nulli si è fuori dalla gara. La misura d’entrata non conta, anche se si è capaci di superare regolarmente l’asticella posta 30 e più centimetri sopra. E così la russa Isinbaeva ai mondiali di Berlino di fine agosto è uscita di classifica. Alla misura di entrata di quella competizione (4,75) di solito fa il riscaldamento e a 4 metri e 85, che ha sbagliato due volte, è solita fare i salti di allenamento. Tra i suoi supporter c’è chi dice che in allenamento superi misure nettamente superiori, senza particolari difficoltà. Insomma, per chi è solito superare spesso i 5 metri in sede di preparazione, fallire 4,85 è senza dubbio molto demoralizzante, specialmente se si tratta di competere per un titolo mondiale.
La certezza, insomma, non deve mai essere data per scontata perché la giornata storta può arrivare, anche quando si pensa che gli imprevisti non possano affatto capitare.
E ieri è toccato anche a me. In un week end libero da impegni avevo deciso di approfittare per gareggiare in una mezza maratona. Dopo settimane di allenamento e da parecchio tempo senza riferimenti cronometrici ufficiali, visto che la mia ultima competizione risale ad oltre undici mesi fa, volevo verificare in gara la mia condizione di forma. E si sa che quando si è stimolati dal contesto agonistico il rendimento è migliore rispetto a quando si corre da soli. Insomma, ero parecchio fiducioso sul buon esito della prova. Mi ero anche posto intimamente un tempo di riferimento partendo dalle andature di corsa che sono più veloci dello scorso anno di almeno cinque secondi al chilometro.
Qualche dubbio relativo alla possibilità di conseguire il mio obiettivo cronometrico l’ho avuto durante il riscaldamento perché correvo con maggior pesantezza muscolare del solito e con la sensazione di avere il fiato corto. E’ vero che la metà della mattinata non è il mio abituale orario di corsa, ma l’organismo si sa adattare a piccole variazioni di orario. Purtroppo però era un altro aspetto a preoccuparmi: il sole era alto in un cielo limpido e il caldo si faceva sentire ancora prima d’iniziare lo sforzo della competizione. La temperatura alla partenza era superiore di 10° a quella in cui sono abituato ad allenarmi, ma non volevo farmi condizionare troppo da tale aspetto, ma non lo potevo nemmeno sottovalutare. I primi minuti di gara sono sempre interlocutori ed è difficile capire quali possano essere gli sviluppi della competizione, ma se si combinano le proprie sensazioni con la resa, s’intuisce in breve tempo se sarà una giornata positiva oppure no. E al 2° chilometro avevo percepito che l’evoluzione della gara non sarebbe stata come mi ero prospettato, perché il rendimento in relazione alle sensazioni che avvertivo era alquanto inferiore. In tali circostanze si spera intimamente che la situazione migliori, e per favorire la ricerca di sensazioni adeguate ho cercato di modificare il modo di correre. Il chilometro successivo mi aveva dato un po’ di fiducia, ma gli assestamenti mi erano costati parecchio in termini di energie. Le successive frazioni di mille metri evidenziavano però che non c’era sintonia tra l’impegno fisico ed il rendimento, e progressivamente mi sono dovuto assestare su di un carico che non fosse eccessivo.
Le aspettative che avevo nella prestazione di ieri sono state disilluse, e come succede sempre in tali frangenti, si vive con un senso di frustrazione. Il rammarico è di aver rarissime opportunità per ricercare altre verifiche. Tutti i fine settimana risultano impegnati.
E pensare che una settimana fa avevo corso così bene come se … Isinbaeva avesse saltato 5 metri!
P.S: alcuni mi hanno avvisato che non è possibile lasciare commenti... spero che il problema venga risolto in fretta





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