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Un lungo troppo lungo

di Orlando (17/09/2009)

Ieri mattina avrei dovuto fare il “lunghissimo” ma avevo capito che non era la giornata giusta: sentivo che lungo la grondaia scendeva molta acqua, ed il fruscio sui cespugli mi faceva capire che la pioggia era molto intensa. La motivazione dopo la mancata prestazione di domenica era piuttosto bassa e quindi non c’ho pensato due volte per stare a letto.

Questa mattina però ho fissato la sveglia alle 5 e poco dopo ero per strada. Speravo non fosse nuvoloso ed invece era parecchio buio. Senza la luce dell’ultima parte della luna e senza la compagnia della stella più brillante del mattino (Venere), mi sono diretto verso la campagna. Correre al buio mi rilassa e concilia, grazie al fatto che non c’è nessuno per strada. Nei primi 25 chilometri ho inserito numerosi saliscendi mentre la parte finale l’ho corsa in pianura, in modo da tenere alto il ritmo. Sono rientrato a casa che il sole era alto in cielo.

Casa mia era molto tranquilla  perché le figlie erano già a scuola. Ilaria mi ha accolto con la solita domanda “Sei scoppiato?”. Lei sa che quando corro a lungo mi tiro sempre il collo, ma fintanto che riesco a fare di corsa i 400 metri di salita che portano a casa mia, proprio distrutto non lo sono. Ed infatti, la seduta di oggi è andata molto bene. Ho percorso agevolmente 36 chilometri ed avrei potuto farne tranquillamente altri sei, per completare la distanza della maratona.

La grande soddisfazione di fine seduta è aprire il frigo e bere acqua fresca. Come un cammello riesco ad ingurgitare una grande quantità di liquidi tutta d’un fiato. Siccome non bevo mai mentre corro, un po’ perché non avverto il bisogno di farlo, un po’ perché riesco a resistere alla sete, a fine seduta mi godo il piacere dell’acqua fresca che scende in gola.

La seduta di oggi non mi è pesata per niente, né sul piano fisico, né su quello mentale. La prima volta che ho controllato l’orologio era trascorsa un’ora e cinquantacinque minuti. Alla fine dell’allenamento ho fermato il cronometro a 2h35’.

Troppo tempo. Ho detto ad Ilaria che le sedute di lunghissimo durano troppo. Non mi pesa la distanza percorsa ma mi fa effetto dedicare così tanto tempo alla corsa. In due ore e mezza avrei fatto tante altre cose: tre tabelle; avrei scritto tre cartelle di un articolo, avrei tagliato il prato di casa mia due volte. Avrei guardato un film lungo. Avrei fatto la telecronaca di una maratona femminile. Avrei…

P.S: continuano i problemi di inserimento dei commenti. Mi dispiace, DADA dice di pazientare ancora...

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