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Mi fermo qui

di Orlando (01/10/2008)

La fine del mese rappresentava sempre, quando ero podista serio, il momento per fare il punto tecnico della situazione: in pratica analizzavo i dati degli allenamenti svolti e valutavo tecnicamente la situazione per evolvere la preparazione futura, organizzando in maniera adeguata gli stimoli di allenamento.

Anche se ho ripreso a correre con maggior regolarità rispetto ad un tempo, non sono ancora in grado di fare un’operazione analoga perché è dalla prima settimana di settembre che registro regolarmente i dati degli allenamenti che ho svolto. Tuttavia ho notato che il chilometraggio delle 3 settimane di preparazione costante è buono, perché è stato settimanalmente sempre prossimo agli 80 chilometri, con una media di 5 sedute la settimana. Anche se sono migliorato nell’autonomia di corsa, i ritmi che tengo non sono più veloci di quelli di 3 settimane fa, ma la causa è lo scadimento della condizione di forma: ero, in effetti, più efficiente ad inizio settembre, quando correvo di meno rispetto ad ora che mi alleno di più. Ciò è da imputare al lungo periodo (2 mesi circa) che ho trascorso in quota tra Asiago e Livigno ed ora, ad un mese dal rientro a casa, i benefìci effetti della corsa in altura si stanno attenuando.

A fine settembre avevo però l’appuntamento mensile con la plicometria e i dati emersi sono quelli che puntavo ad ottenere. Massa grassa di 10,6% e peso che oscilla tra 65 e 66 chilogrammi, contro 15,4% e 72 kg di fine giugno. Già da metà mese avevo verificato il dimagrimento perché ho dovuto stringere la cintura dei pantaloni ed anche il cinturino dell’orologio dell’allenamento.

A questo punto, raggiunto l’obiettivo prefissato, non ricercherò più il dimagrimento attraverso il controllo dell’alimentazione, ma penso che un calo di peso (ad ogni modo contenuto) potrà derivare solamente dall’allenamento che sto svolgendo. Ho notato che posso perdere ancora qualche cosa a livello del tessuto adiposo delle cosce e della zona addominale, ma il tutto per non più di un chilogrammo.

Correndo con maggiore continuità mi è anche venuta più fame, ma noto che appena ingerisco qualche alimento la sensazione passa subito. In pratica avverto di aver fame un’ora prima dei pasti e, anche se non mangio nulla, quando sono a pranzo e a cena mi sento sazio dopo aver ingerito una sola portata.

La mia alimentazione quotidiana è piuttosto semplice.

Colazione: una fetta di Wasa con miele; circa 80 grammi di yogurt (casalingo) 20 grammi di muesli + 20 di crusca + semi vari (girasole, zucca, sesamo)

Pranzo: insalata mista abbondante + mezza mozzarella + mezza porzione di feta; un frutto + dolce: un po’ di cioccolata (circa 20 grammi), oppure alcuni biscotti, sempre al cioccolato.

Cena: molto variabile. 2 volte la settimana pasta; 1 volta la pizza; 1 volta un piatto di legumi (di solito orzo); 2 volte carne e formaggi; 1 volta le uova. Un frutto, il dolce (un po’ di cioccolato, o biscotti secchi).

Bevo solo acqua (una birra la settimana condivisa con Ilaria) e non uso alcun integratore. Prima di cena mi mangio sempre una confezione di lievito di birra naturale; non mi piacciono le cose acide, ma il lievito sì.

Non sono maniaco del controllo delle calorie ma adesso voglio mantenere il peso raggiunto: non farò più la plicometria, ma ovviamente terrò sotto controllo il peso.

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Dolcezza dimenticata

di Orlando (20/09/2008)

Quando la corsa era il mio lavoro, seguivo un regime alimentare che mi consentiva di assumere mediamente 3500 calorie al giorno (molte meno delle 12 mila di Phelps, ovviamente una bufala grande come un oceano perché il nuotatore americano per consumare così tante calorie in un giorno dovrebbe percorrere 45-48 chilometri a nuoto!!!).

Tra gli alimenti che assumevo regolarmente c’era la Nutella perché mi piaceva molto, ovviamente in quantità limitate (30 grammi 3 volte la settimana), ma c’è stato un periodo in cui ne consumavo un vasetto alla settimana. Tale “alimento” era sempre presente nella mia dispensa, e mai avrei immaginato che, terminata la mia carriera di podista di alto livello, la Nutella avrebbe perso di attrattiva. In effetti, da alcuni anni la crema di cioccolato più famosa al mondo non è più un alimento che gusto regolarmente, anzi, me la sono addirittura dimenticata.

Un vasetto in casa c’è sempre stato perché fino a qualche tempo fa mia figlia maggiore, a colazione, la metteva regolarmente sulle fette biscottate. L’altro giorno mia figlia più piccola me l’ha chiesta a merenda e così le ho preparato una fetta di pane e Nutella, ed ho visto che nel vasetto ne era rimasta poca. Per fortuna nella dispensa c’era un’altra confezione. Probabilmente era lì però da svariati mesi perché la data di scadenza riportata sulla confezione è per la fine di settembre.

Alla data di scadenza manca veramente poco e ora sono dibattuto su come comportarmi. Penso però che un compromesso lo troverò, ma senza andare ad intaccare il mio peso forma, arrivato oggi a 66 chili dai 72 di fine giugno. A fine mese ho anche l’appuntamento con la plicometria.

Categoria: Alimentazione
Tag: nutella,cioccolata
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Non ho appetito

di Orlando (18/05/2007)

Ieri sono stato a Firenze per la presentazione della 35a edizione della 100km del Passatore alla stampa locale. Anche se mi sono alzato presto per lavorare un po’ prima di prendere il treno, non ho fatto la mia solita colazione, ma mi sono limitato ad un caffè con 4 biscotti secchi.

Quando viaggio in treno ne approfitto per lavorare ed il tempo mi passa piuttosto in fretta; anche se l’incontro con la stampa mi ha impegnato per poco tempo, la giornata l’ho però trascorsa viaggiando (il treno di ritorno aveva purtroppo un’ora di ritardo), ed ogni momento libero mi vede impegnato a scrivere articoli o a leggere articoli tecnici relativi alla corsa.

Arrivato a casa, mia moglie mi ha chiesto cosa volessi mangiare per cena perché pensava fossi appunto affamato, e solo allora mi sono reso conto che non avevo mai mangiato per tutta la giornata. Mi sono infatti “alimentato” solo con 2 caffè, e nonostante ciò non avevo ancora un particolare appetito.

E’ una situazione strana e che si sta verificando già da un po’ di tempo. E’ vero che ieri non ho corso e non ho fatto nessun’altra attività fisica, ma anche il giorno precedente sono arrivato all’ora di pranzo, dopo aver corso una decina di chilometri, senza appetito. Penso che si tratti … dei primi segni della vecchiaia, quando il metabolismo tende a rallentare. Al di là del fatto che sto correndo un po’ meno rispetto al mio standard degli ultimi anni, e quindi spendo meno calorie, anche in altre occasioni mi sono reso conto che mi manca l’appetito, ed assecondo queste sensazioni evitando di mangiare. L’altro giorno, appunto, pur essendo orario di pranzo ed avendo appena finito di correre, mi sono limitato a mangiare un mezzo panino, che mi è bastato per arrivare senza fame a cena.

Ho sempre notato che il mio appetito si riduceva sensibilmente non appena calava l’attività fisica; anche in questo periodo, se non corro per 3 giorni, avverto che non mi viene praticamente mai fame… Che sia veramente la vecchiaia? Orlando

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