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Week end in Carnia

di Orlando (16/11/2009)

Un passatempo (e ciò implica che non ho altra scelta che far trascorrere il tempo) è orientare l’attenzione sugli atlanti geografici. Questo passatempo lo coltivo nei viaggi in aereo, nei quali tra la lettura, i film, la musica, rimane sempre del tempo da impiegare. Viaggio sempre con un atlante tascabile, acquistato anni fa da Barnes & Noble a New York, anche quando non viaggio in aereo. Un atlante geografico soddisfa la mia curiosità quando devo localizzare un posto, un paese, un’aerea geografica. A volte lo consulto anche per delle sfide personali: conoscere le capitali delle nazioni meno popolari, memorizzare tutti gli Stati degli Usa ed altro ancora.

In tali “sfide” mi capita di evidenziare lacune nella localizzazione precisa di una zona, di un’aerea, di una nazione. Ed ho scoperto, nello scorso week end, di non riuscire ad individuare con precisione la Carnia. Quante volte l’ho sentita nominare, spesso associata ad eventi sportivi, perché di Tolmezzo è il grande Giorgio Di Centa, a Paluzza è nata Manuela Di Centa ma anche il mitico Venanzio Ortis... Per i fatti di cronaca Beppino Englaro, padre di Eluana, è originario sempre di Paluzza. Senza dimenticare che da bambino ho sentito nominare la Carnia per il terremoto del Friuli del 1976.

Lo scorso week end in Carnia ci sono andato per uno stage di allenamento, un incontro tecnico con un variegato gruppo di podisti, perché i partecipanti non solo erano di valore tecnico differente - come ovviamente si verifica sempre - ma facevano anche parte di differenti gruppi sportivi. In tali circostanze capita che il gruppo non si amalgami, soprattutto quando lo stage dura poco.

A favorire la coesione, ed il mio coinvolgimento, è stato il contesto ambientale dove si è tenuto il punto base. Abbiamo alloggiato in un villaggio scout a Cesclans, frazione di poche centinaia di abitanti ad una decina di chilometri da Tolmezzo. Si è dormito negli alloggi prefabbricati approntati trent’anni fa in occasione del terremoto del Friuli, ed anche se la sistemazione era piuttosto semplice.

Condividere sensazioni così dirette ha contribuito a farci sentire molto vicini. E poi il freddo del week end, sebbene fossimo a soli 350 metri sul livello del mare, ma avvolti dalle cime innevate, ha contribuito a farci stare molto uniti. E’ stato coinvolgente consumare la colazione nei tavoli del refettorio, come amici di vecchia data, e tra quelle pareti di legno di bosco discutere degli argomenti tecnici.

Sul mio atlante personale ho marcato, grazie alle particolari emozioni vissute, una terra di gente semplice, spontanea, cordiale e senza dubbio innamorata ed orgogliosa di un territorio forte. La Carnia, appunto.

Le foto al link http://www.orlandopizzolato.com/it/723.html

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Uno stage molto particolare

di Orlando (07/09/2009)


Dopo una serie di stage con oltre 40 partecipanti, affrontarne uno nel quale ho solo due iscritti si può rischiare di perdere la concentrazione, ma è ovvio che con soli due atleti da seguire la gestione del programma è molto più agevole. Lo stage che ho sostenuto il passato week end, che ufficialmente era il n.152, è stato molto coinvolgente, anche per la logistica in cui si è svolto. La prima domenica di settembre è stata poi caratterizzata da un clima ottimale: cielo limpido e mare azzurro hanno esaltato l’atmosfera.

E poi, mi era stato riservato un “ufficio” davvero niente male. La vista che godevo dalla mia “scrivania” mi tentava spesso ed è stato davvero difficile tenere lo sguardo sullo schermo del PC.

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Sempre di più. E se affittassimo una colonia?

di Orlando (07/08/2009)

Ci sono allenamenti così impegnativi che il solo pensiero di eseguirli toglie energie. In tali circostanze la soluzione migliore per affrontarli è di non pensarci subito e posticipare ogni valutazione solo quando si è per strada e si è già percorso un po’ di chilometri.

Tali sensazioni le sto vivendo in questi giorni, non riferite però alla corsa, quella mia, dei miei allenamenti, bensì a quella degli altri. Domani riparto per Livigno per il primo di una serie di tre stages davvero pesanti. Questo aggettivo è riferito al fatto che gli iscritti sono tanti davvero, ben superiori al numero massimo che fisso. Trenta sono le persone che accetto per ogni stage, per poi sforare di 3-4 unità, tanto poi c’è la defezione improvvisa di qualcuno.

Ma nei prossimi tre stages la situazione è diventata paradossalmente ingestibile. Avviene che ad iscrizioni chiuse e camere tutte vendute già da metà luglio, per la pace di Ilaria che gestisce la logistica, arrivano singole richieste di amici che allo stage hanno già preso parte.

“Mi sono liberato dal lavoro. Hai un posto per me?” Richieste come questa negli ultimi giorni ne sono arrivate a decine.

Il numero sale: 35, 36, 37…

“Basta Ilaria, chiudi le adesioni”.

“Orlando, ha telefonato X. Vorrebbe venire al prossimo stage”.

“Non può cambiare settimana? Siamo già in tanti davvero”.

“No. Non può. E’ l‘unica settimana libera”.

…38, 49, 40…

“Orlando, ha chiamato Y. Cosa faccio?”

“E’ già dura così. Digli che sarà per il prossimo anno”

“Insiste. Dice che si aggrega anche solo per correre in compagnia”.

“….”

41, 42 …

“Ilaria, l’hanno prossimo sarà meglio se affitteremo una colonia”

“Comperiamo un albergo. Magari se vinciamo il superenalotto”

“In questo caso avrei idee migliori….”

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