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Le ripetute e la bionda

di Orlando (03/10/2008)

Le sedute di ripetute, notoriamente odiate dai podisti a causa dell’elevato impegno mentale, non mi disturbano più da tempo; anzi, le trovo stimolanti perché mi mettono alla prova sul piano nervoso specialmente nella gestione dello sforzo. Forse, non essendo più forte come una volta, corro con del margine (ma garantisco che fatico tanto lo stesso), e quindi non sono mai “a tutta”.

Questa mattina avevo in programma una seduta di ripetute in salita, per migliorare la forza muscolare ed agire anche sull’incremento della potenza aerobica, la famosa soglia anaerobica. Al mattino presto, a causa del buio, non posso correre le prove in salita dove vorrei (una bella strada dentro il bosco vicino a casa mia) perché il fondo sterrato metterebbe a rischio gli appoggi. Ho rimediato correndo le prove sulla salita che dalla parte bassa del paese porta alla piazza del centro: quasi 1km di strada asfaltata ed illuminata, priva di traffico, se non per le auto di coloro che vanno o tornano dal lavoro, ed un paio di persone che vanno a prendere la corriera alle 6.30. Una di queste è una ragazza bionda di 25 anni circa che è già la terza volta che incontro nel corso delle mie uscite, e che mi saluta regolarmente; ma come potrebbe essere diversamente, visto che a quell’ora due persone che s’incrociano non hanno altra scelta? Penso che sarebbe proprio maleducato non scambiare un cenno di saluto.

La ragazza si ferma ad aspettare la corriera sotto la pensilina, posta a circa 300 metri dalla fine della salita, ed il mio andirivieni può far pensare che io punti a mettermi in mostra per conoscerla (ma fa così buio che si fa fatica a distinguersi… magari nella penombra risulta anche che ho un bel fisico, e qualche capello in più!?!?). Spero che lei non la pensi così; per me è un disagio mentale passare davanti a persone che mi osservano correre, anche perché immagino possano considerarmi un po’ scemo a correre ad un orario in cui sarebbe meglio stare a letto. E poi ogni volta che passo davanti alla pensilina sbuffo come una locomotiva: le prove ripetute in salita sono proprio impegnative e faticose, ed il silenzio della mattina mette in risalto il mio ansimare. Caspita, ho 50 anni. E’ vero che a 25 avrei fatto la stessa fatica, ma almeno avrei percorso la salita con un altro ritmo ed una differente azione meccanica. E forse con un altro interesse.

Ma la cosa che maggiormente mi irrita è che la ragazza bionda fuma. Già il fumo di sigarette mi nausea (non ho mai fumato in vita mia e l’unico tentativo l’ho fatto in terza media, durante la gita di classe a Firenze. Dopo aver provato due volte a fumare e non averci trovato alcun gusto e piacere, sono sempre stato lontano dai fumatori)… ma poi, passare davanti a lei con la bocca spalancata in cerca di ossigeno per sostenere lo sforzo e sentire che nei polmoni mi entra il fumo di sigaretta, mi irrita enormemente. Io sarò tarato perché corro ad un orario anomalo, ma non riesco a capire chi si attacca alla sigaretta con un’avidità per me incomprensibile e, mentre sudo, sbuffo ed ansimo, non vedo l’ora che… arrivi la corriera e ponga fine al mio disagio. Faticare correndo è molto meno disagevole che fumare controvoglia.

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