Insoddisfatto
Il week end l’ho trascorso nella zona dei Castelli Romani per uno stage di allenamento a Colonna, dov’era in programma anche una gara di 10km, ben organizzata, alla quale ho voluto partecipare motivato a conseguire una buona prestazione. Il percorso non è da considerare veloce per la presenza di alcune salite è di tratti in falsopiano, tanto che rispetto ad un tracciato pianeggiante si perdono una trentina di secondi. La mia insoddisfazione riguardo la gara riguarda il rendimento non adeguato a quanto mi sarei aspettato, e la causa è da imputare alla mancanza di sensibilità a dosare lo sforzo. Tatticamente sono da bocciare perché non so più dosare le forze e, come un corridore inesperto, parto troppo veloce.
Consapevole di questo rischio ieri avevo deciso di correre con il cardiofrequenzimetro, in modo da fare riferimento all’impegno fisico e non al cronometro, ma si sa che per i primi 5 minuti circa si deve correre a sensazione perché l’organismo ha bisogno di un po’ di tempo per arrivare a regime di gara. In questa prima fase dovevo e volevo correre senza forzare, anche perché dopo qualche centinaio di metri dalla partenza si doveva percorrere una salita di circa 200 metri e quindi non mi sono fatto coinvolgere dalla foga della partenza, seppure fossi quasi in prima fila.
Al transito ai mille metri ero troppo veloce (3’28”), 7-10 secondi sotto il ritmo che mi ero proposto e così ho cercato di rallentare un po’ ed il secondo chilometro l’ho corso in 3’35”, ancora troppo veloce perché la strada era in falsopiano. Che non avessi allentato lo sforzo lo evidenziavano le pulsazioni, tre battiti superiori al limite della mia soglia anaerobica. Anche il terzo chilometro era un po’ più lento (3’41”), ma solo per effetto di un lungo falsopiano perché la FC era superiore di 6 battiti rispetto al limite anaerobico. Nella leggera discesa che mi portava al 4° chilometro avevo deciso di approfittare per far scendere le pulsazioni, e nonostante l’impegno i battiti erano ancora troppo alti (168). A questo punto avevo inteso che il resto della gara sarebbe stato “tutto in salita”. Ed infatti il rendimento è andato progressivamente calando fino al 8°, con dei parziali superiori a 3’50” al chilometro e la FC sempre sopra 170 pulsazioni.
Le gambe erano pesanti per il troppo acido lattico accumulato, avrei potuto spingere ancora come poi ho effettivamente fatto nei tratti in leggera discesa, ma avevo il cuore in gola e quando controllavo il cardio vedevo sempre le pulsazioni che lambivano i 170 battiti. Mi sono ripreso nei 2km finali, ma non ho avevo tanta spinta. Sul traguardo sono transitato in 37’28”, un minuto in più rispetto a quanto speravo, e con tanta fatica.
Le due metà di corsa (18’20” + 19’12”) evidenziano che ho corso proprio da pivello. Se avessi impostato la gara al contrario, partendo a 3’50”, senza dubbio avrei corso con minori disagi e molto probabilmente con un rendimento maggiore.
A fregarmi è l’ansia di cercare la prestazione cronometrica a tutti i costi, e come i podisti inesperti temo che la partenza “lenta” non mi consenta di conseguire il tempo prefissato, cadendo invece nel trabocchetto dell’accumulo di acido lattico.
Senza dubbio la mancanza di competizioni non mi permette di trovare le sensazioni agonistiche. Penso quindi d’inserire un’altra gara prima di correre la maratona, e questa volta spero di essere meno … sprovveduto.
P.S. la foto è stata scattata da Fabio Rea che, giunto al traguardo in sesta posizione in poco più di 33 minuti, ha fatto in tempo a recuperare la macchina fotografica e scattarla… Grazie Fabio!
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